L'omicidio di Ornella Forastefano: convalidato il fermo del compagno, era in fuga

Il gip di Bari ha convalidato il fermo ed ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Elvis Metvelaj, il 42enne di nazionalità albanese ritenuto l'autore del femminicidio di Ornella Forastefano, di 46anni, lasciata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti all'ospedale di Trebisacce e poi morta a causa di profonde ferite e traumi su tutto il corpo. Contestualmente, il giudice si è dichiarato incompetente ed ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Castrovillari (Cosenza) competente per territorio. Metvelaj era stato fermato nel porto di Bari mentre tentava di tornare al suo Paese
Secondo quanto si è appreso, i fatti si sono svolti intorno alle 3. La donna presentava gravi lesioni e politraumi.
Dopo la scoperta le indagini dei carabinieri si sono concentrate sul compagno, un cittadino albanese di 42 anni, che si era reso irreperibile. L'uomo era noto alle forze dell'ordine per reati in materia di sostanze stupefacenti. I due, secondo quanto si è appreso, convivevano da circa un anno.
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza, della Compagnia di Cassano allo Ionio e della Tenenza di Trebisacce.
Lasciata davanti all'ingresso dell'ospedale
La donna dopo essere stata brutalmente aggredita, è stata portata all'ospedale di Trebisacce e lasciata fuori dall'ingresso. I medici, quando si sono accorti della sua presenza, l'hanno subito soccorsa ma a causa della gravità delle lesioni è morta.
La vittima gestiva un bar con i due figli
La donna gestiva un bar nel centro di Trebisacce insieme ai due figli. Originaria di Cassano allo Ionio e residente ad Amendolara, secondo quanto si è appreso, era la figlia di Antonio Forastefano, ucciso nel 1999 mentre usciva dalla sua pescheria a Marina di Sibari.
Circostanze che, comunque, al momento, non sembrerebbero essere collegato all'omicidio.
La procura di Castrovillari non esclude nessuna pista
Ornella era sorella di Domenico Forastefano, considerato uno degli esponenti storici della omonima cosca di 'ndrangheta che esercita il suo potere nella Sibaritide, e nipote di Pasquale Forastefano, attualmente detenuto in regime di 46-bis.
Nel 2023 la Corte d'appello di Catanzaro le aveva restituito alcuni beni sequestrati nell'ambito dell'inchiesta Omnia, dopo che era risultata estranea al processo e non era mai stata indagata.
Legami familiari tutti da approfondire e che descrivono il contesto attorno alla vittima, ma che non consentono al momento di attribuire una matrice alla morte.
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