Dall’analisi ai film invecchiati male: una Pagina di diario contro le inquietudini odierne
In un Paese dove tutto va a commedia, niente di meglio che affidare il nodo delle inquietudini contemporanee alle proprie Pagine di diario.
Film invecchiati malissimo: Le quattro giornate di Napoli (1962, soggetto e sceneggiatura di Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Nanni Loy, Vasco Pratolini, Carlo Bernari, regia di Nanni Loy). “Jatevenne ricchiune!” (urlo di un partigiano napoletano, rivolto ai tedeschi, al termine delle quattro giornate).
Uno dei motivi per cui vado in analisi: ci sono giorni che il mondo sembra che ce l’abbia con me. L’altra sera sono andato al ristorante giapponese e nel mio biscotto della fortuna c’era scritto: “Muori!”
Faccio terapia di gruppo. Ci vado da solo. Sono in gruppo gli psichiatri. Litigano spesso. “Mi parli della sua infanzia”. “No, questo gliel’ho chiesto prima io”. È emerso che ho avuto un’infanzia traumatica. Per questo adesso ho le orecchie paralizzate.
I biglietti ferroviari sono aumentati di nuovo, ma a me non importa. Viaggio sempre sopra il tetto. Il servizio è migliore.
Ieri accendo la tv. C’era Maria De Filippi che ballava. “E’ evidente che è una ballerina” ho pensato. “Una ballerina intrappolata nel corpo di un albero”.
Il corpo umano è composto all’80% di acqua. “Cameriere, mi porti Diletta Leotta e una cannuccia, grazie”.
I miei vicini di casa scopano in continuazione, beati loro. Quando ci danno dentro il loro rumore è inconfondibile. Sembravano due che stanno spostando una credenza. Una credenza molto grande. Piena di pesci.
Il matrimonio è un’idea pessima. Un mio amico s’è sposato. Dice sempre: ”Il matrimonio è una cosa meravigliosa!” Poi chiude la porta per non farsi sentire e dice:”Santo cielo, salvami! E’ una prigione! Corri fuori ad avvisare tutti gli altri!”
Una volta ho partecipato a una seduta spiritica e mi è capitato di parlare con l’aldilà. Era Taranto.
Per i credenti, Gesù camminava sulle acque. Per i miscredenti, Gesù non sapeva neppure nuotare.
Nel ventennio berlusconiano il Parlamento era pieno di leccaculo. Li riconoscevi perché, quando incontravano Berlusconi nel Transatlantico, gli urlavano festosi: “Silvio! Le prescrizioni ti snelliscono!”
Berlusconi aveva una mente fertile. E sappiamo cosa rende fertili le cose.
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