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Tuesday, September 15, 2026

“Io metto quello che mi dicono di usare, alcune cose non me le fanno fare”, il caso Bagnaia scuote la MotoGP: il fuorionda rubato a Misano e l’accusa alla Ducati

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“Io metto quello che mi dicono di usare, alcune cose non me le fanno fare”, il caso Bagnaia scuote la MotoGP: il fuorionda rubato a Misano e l’accusa alla Ducati

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Non servono comunicati ufficiali né dichiarazioni davanti ai microfoni per capire che il rapporto tra Francesco Bagnaia e la Ducati sia arrivato a un punto delicato. A raccontarlo, questa volta, è un dialogo ripreso dalle telecamere di DAZN Spagna nel paddock di Misano. Fabio Di Giannantonio lo raggiunge e prova a capire cosa stia succedendo alla Ducati del collega (lui guida praticamente la stessa moto con il Team VR46). Bagnaia – senza sapere di essere ripreso e ascoltato – gli spiega le difficoltà che continua a incontrare e, quando il discorso si sposta sulle possibili soluzioni tecniche, arriva una frase che pesa più di tutte le altre: “Non me lo fanno fare“.

È un fuorionda, quindi non una dichiarazione ufficiale e non una ricostruzione completa di ciò che accade all’interno del box. Ma è uno squarcio interessante su una stagione che per Bagnaia è diventata sempre più complicata e su un rapporto con Ducati che è ormai quello di una coppia arrivata alla fine della propria storia. Da una parte c’è Pecco, incapace di ritrovare il feeling con una moto che in frenata continua a dargli problemi; dall’altra una Casa che ha trovato in Marc Marquez il proprio riferimento tecnico e sportivo, visto che lo spagnolo vince ed è in lotta per il Mondiale. In mezzo, un pilota che a fine stagione lascerà Borgo Panigale per cominciare la sua nuova avventura in Aprilia.

Il dialogo di Bagnaia e Di Giannantonio: lo sfogo e le parole chiave

Nel video spuntato online nel post-gara, la tensione emotiva è palpabile. Di Giannantonio si avvicina al box ufficiale e, guardando l’amico e collega, esordisce chiedendogli: “Come è possibile?“. La replica di Pecco spiega chiaramente il blocco fisico che subisce in pista: “Ah, è come frenare con la frizione tirata“. Il pilota del team VR46 prova a esplorare le possibili cause: “Ma perché stai usando il cosettino dietro?”, riferendosi a qualche componente. Il confronto si sposta inevitabilmente sul codone posteriore, con la versione ad ala bassa montata sulle GP26 ufficiali rispetto alle soluzioni scelte da altri piloti. Quando Diggia insiste sul pezzo ingombrante “Però quello, il codone dietro grosso“, Bagnaia crolla e si lascia andare senza filtri: “Sai che quello è il minimo dei problemi? Io metto quello che mi dicono di usare. Ho già provato tutto. Ti dico solo che soffice o media non mi fa differenza davanti. Anche Soft usata della mattina o nuova per la qualifica è uguale. È come se tirassi la frizione appena inizi a frenare“. Mentre il pilota romano, sorpreso, prova a suggerirgli un ritorno a un assetto più standard: “Ho capito, però secondo me se metti una configurazione abbastanza normale come la mia, ti dico la mia è veramente base, secondo me”, la chiusura del campione torinese tocca il nervo scoperto del team: “Non me lo fanno fare“. E Diggia a quel punto risponde: “Alzo le mani“.

Bagnaia-Ducati, cronaca di un divorzio: il declino tecnico che spiega il fuorionda di Misano

Per comprendere la gravità di quel conciliabolo rubato bisogna guardare al quadro generale. Il fine settimana romagnolo si è rivelato il punto più basso toccato da Bagnaia in sella alla Ducati: quattordicesimo in qualifica, tredicesimo nella Sprint e un amaro zero rimediato domenica con una caduta nelle prime fasi della corsa. Da quel 2024 vissuto da protagonista assoluto, chiuso con ben undici GP vinti e la lotta iridata aperta fino all’ultimo respiro, la situazione si è progressivamente capovolta. Nel 2025 le gioie si sono ridotte al lumicino (un successo a tavolino ad Austin e l’acuto di Motegi nel giorno della festa mondiale di Márquez), mentre l’annata in corso si è trasformata in un calvario a partire dal round di Silverstone, tra zero punti, errori e una mancanza cronica di fiducia sull’avantreno.

Se quanto emerso dovesse riflettere la realtà dei fatti, le ripercussioni d’immagine per la Ducati sarebbero non indifferenti. L’idea che a un pilota non venga concesso di cucirsi la moto addosso, ma venga obbligato a seguire una strada tecnica opposta, racconta di un cortocircuito gestionale notevole. La spiegazione, naturalmente, risiede nell’efficacia della controparte: Marc Márquez sta dominando la scena, è campione del mondo in carica ed è di nuovo in piena corsa per il titolo. È inevitabile che la casa costruttrice finisca per indirizzare lo sviluppo seguendo le indicazioni e il talento dello spagnolo. Ma a farne le spese è proprio Bagnaia, intrappolato in un pacchetto aerodinamico e ciclistico pensato per esaltare lo spagnolo e totalmente inadatto alle sue esigenze di guida. Bagnaia appare isolato dentro una moto che non sente più sua, ostaggio di scelte tecniche imposte, mentre la clip rimbalza ovunque sui social trasformandosi nel caso del giorno, in attesa che il futuro in Aprilia metta la parola fine a questa storia.

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