Borse in rialzo dopo settimana difficile. Si allenta la tensione sui titoli di Stato francesi

Le borse vengono da una settimana difficile, segnata dall'ennesima salita del prezzo del petrolio, dalle vendite sui titoli di Stato, soprattutto francesi, e dalle preoccupazioni per la sostenibilità degli investimenti in intelligenza artificiale in particolare di alcuni operatori come Coreweave che affittano la potenza di calcolo dei data center a grandi aziende tecnologiche. Questa settimana focus sulle decisioni delle banche centrali sui tassi: mercoledì tocca alla Fed, giovedì alla Bce.
L'indice Ftse Mib della borsa di Milano la scorsa settimana è sceso del 2,60%, ha fatto leggermente peggio delle altre piazze europee, appesantita soprattutto dal settore tecnologico e delle banche. Oggi in avvio +0,48%. Nel resto d'Europa Londra -0,07%, Francoforte +0,34%, Parigi +0,54%. A Wall Street +0,03% per il future legato all'S&P 500, -0,28% per quello sul Nasdaq (indice sceso dell'1,80% la scorsa settimana).
Tra i fattori che hanno pesato sulle borse c'è stata la discesa del valore dei titoli di Stato francesi, tanto che il rendimento è salito al 5%, il massimo dal 2002. Venerdì sera l'agenzia Moody’s ha mantenuto stabile il rating sovrano della Francia, pur con prospettiva negativa. Oggi il rendimento dell'Oat francese decennale scende di 4 punti base, al 5,00%, lo spread con il Bund tedesco scende a 162 (-8 punti base). Il rendimento del Btp italiano sale di un punto base al 4,58%, lo spread con il Bund è pari a 120 punti base.
Il prezzo del petrolio la scorsa settimana è salito di oltre il 5%, anche per il timore di nuovi attacchi contro l'Iran. Oggi c'è un calo dell'1% ma il Brent rimane sopra i 115 euro. Da inizio anno la salita è del 91%.
Gli effetti del voto in Brasile: in attesa dell'apertura della borsa di San Paolo, nel pomeriggio, uno dei future legati alla borsa, l'Msci Brazil Etf, è in calo del 27%.
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