Bove, nel documentario un racconto intimo di questo ultimo anno e mezzo
"È un racconto intimo del mio
percorso interiore durante questo ultimo anno e mezzo. Molti
penseranno che la parte sportiva sia prevalente nel
documentario, ma la realtà è che il motivo per cui ho dato il
permesso alle telecamere di entrare nella mia vita privata è
raccontare la storia di un ragazzo in difficoltà, al di là della
parte sportiva". Lo ha detto il calciatore Edoardo Bove al
Festival dello Sport di Trento, parlando del documentario "In un
battito", dedicato alla sua storia, che sarà al cinema il 16, 17
e 18 novembre, e di cui è stato proiettato in anteprima il
trailer.
"Non voglio essere un modello, un punto di riferimento. È
solo un modo per aiutare qualsiasi persona viva una difficoltà
grande o piccola che sia e per dare la forza di guardare dentro
se stessi e farsi aiutare. Perché se facciamo questo tipo di
lavoro possiamo superare qualsiasi tipo di difficoltà", ha
aggiunto Bove. "Il documentario mi ha aiutato molto a
raccontarmi. Essendo io un tipo molto introverso facevo fatica a
raccontarmi con le altre persone, con la mia famiglia, con
Martina. E per assurdo una telecamera mi ha aiutato a tirare
fuori delle emozioni".
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