Caso Mollo – Il procuratore di Asti: “È plausibile che abbia agito per paura. Ci sono più domande che risposte”
“È plausibile che abbia agito per paura. E la Procura in questi casi cerca di applicare criteri di interpretazione delle norme più indulgenti, ma si deve tenere sempre presente che è stata stroncata una vita umana”. È la riflessione del procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, intervenuto sul caso della sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Baldissero d’Alba, nel Cuneese. “Ad oggi sono più le domande che le risposte” spiega La Stampa. Proseguono infatti le indagini dei carabinieri di Bra e Cuneo, coordinati appunto dalla Procura di Asti, per ricostruire con precisione quanto accaduto nella cascina di Roberto Mollo, 35 anni, autotrasportatore, ha una pistola e fatto fuoco contro chi si era introdotto nel cortile di casa per portare a termine un furto.
Un uomo di 36 anni, Gjovalin Lazri, albanese con qualche precedente e da tempo residente a Torino, è rimasto ucciso. L’autotrasportatore è indagato per omicidio. Al momento, nei suoi confronti, non risultano adottati provvedimenti e nei prossimi giorni dovrebbe essere sentito dagli inquirenti. “Ieri sono stato tutto il giorno con lui e questa mattina la prima telefonata che ho fatto l’ho fatta a lui”, racconta il suo legale, Piermario Morra. L’avvocato descrive il suo assistito come “un ragazzo perbene, famiglia, lavoro, amici” e racconta di averlo trovato “completamente avvolto dal dolore. Gli è caduto il mondo addosso”. A raccontare le ore successive alla sparatoria è sempre La Stampa anche Giuseppe Mollo, 31 anni, fratello dell’autotrasportatore. Lo descrive come profondamente provato: piange e continua a ripetere “Ho sbagliato”.
Secondo il racconto del fratello, avrebbe reagito in preda al panico dopo essersi svegliato sentendo qualcuno forzare la porta. Avrebbe quindi preso la pistola e sparato dal balcone, nel buio. Subito dopo avrebbe chiamato carabinieri e ambulanza. La pistola, spiega Giuseppe, era detenuta per il tiro al piattello e, secondo quanto riferito, l’uomo disponeva di un regolare permesso di detenzione. L’arma si trovava nella cascina che il 35enne stava ristrutturando e nella quale viveva da alcuni mesi. Restano tuttavia da chiarire dagli inquirenti anche gli aspetti relativi alla detenzione dell’arma e al cambio di abitazione.
Il fratello racconta inoltre che quella sera l’autotrasportatore era uscito per andare a una festa a Gallo d’Alba, rientrando intorno all’una e mezza. Poco dopo, mentre dormiva, avrebbe sentito rumori provenire dall’ingresso. Giuseppe riferisce di aver appreso dal fratello che le persone all’esterno sarebbero state quattro o cinque, ma anche questo elemento dovrà essere verificato nell’ambito delle indagini. Il 31enne ricorda infine come il fratello fosse preoccupato per i furti nella zona e come in passato avesse già subito un furto. Tra i casi di cronaca di cui i due avevano parlato c’era anche quello del gioielliere Mario Roggero, condannato per aver ucciso due rapinatori nel Cuneese. Secondo Giuseppe, il fratello aveva paura di poter vivere una situazione analoga. Il gioielliere dopo una condanna definitiva è in carcere a Bollare per ucciso due rapinatori. Sul caso resta ora da ricostruire con esattezza la dinamica della notte e, soprattutto, la sequenza che ha portato allo sparo mortale.
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