Scontri Milano, allerta per i cortei di sabato. La mappa delle proteste
Dopo quanto accaduto a Milano lo scorso weekend, sale l’allerta per le prossime proteste. Sono decine le manifestazioni in programma nel weekend, da Torino a Bari, passando per Bologna, Firenze e Roma, a cui si aggiunge una "mobilitazione permanente contro il governo dei padroni" lanciata sui social dal neonato 'Movimento 17 ottobre' che chiama a raccolta ogni sabato alle 15 in vari luoghi simbolo delle città: da piazza Duomo al Circo Massimo e a Santa Maria Novella. L'attenzione, dunque, è massima sia per i cortei previsti nel weekend sia per eventuali azioni spontanee.
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Le chat
Infatti il gip di Milano Fabrizio Filice, nei provvedimenti con cui ha disposto il carcere per 4 ragazzi e i domiciliari per un quinto, tutti arrestati sabato scorso per i disordini in centro, ha scritto che il rischio "che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo, bastando considerare che il giorno successivo ai fatti, domenica 18 ottobre, si è creata una situazione analoga e che dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social" dagli account 'Italia in piazza' e 'Movimento 17 ottobre'. Per Filice "è evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell'ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani". E proprio le chat e i social sono sotto la lente degli investigatori per intercettare frange violente e scongiurare eventuali nuovi blitz come quello che a Milano ha portato a saccheggi e devastazioni.
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Cosa dicono i ragazzi?
"Non ci rappresenta nessuno, ci rappresentiamo da soli" ci ha tenuto a precisare il 'Movimento 17 ottobre'. "Siamo giovani che hanno scelto di smettere di aspettare - hanno detto - Non siamo una sigla siamo un processo, un movimento non strutturato nato per far avanzare la coscienza politica collettiva dei giovani d'Italia". Tuttavia, gli accertamenti sugli account 'Italia in piazza' e 'Movimento 17 ottobre' puntano anche a capire se ci possa essere o meno una regia: "Mi era arrivato su TikTok un video in cui si chiamava a questa manifestazione, ho aderito per quello che sta accadendo nella mia famiglia", ha detto uno dei giovani fermati al gip.
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La mappa delle prossime proteste
Le proteste intanto si fanno sempre più "modello Gen Z" con la "Mappa delle mobilitazioni". Si tratta di una mappa digitale e interattiva in cui si possono cercare iniziative pubbliche, scioperi e manifestazioni filtrandole per regione oppure per città. È un sistema aperto: tutti possono aggiungere un evento, che viene comunque verificato dagli amministratori prima di essere pubblicato nella cartina. E ci sono delle regole precise: "Solo iniziative pacifiche, annunciate pubblicamente: preavvisate in Questura o spontanee" e sono vietati "inviti a bloccare, occupare, scontrarsi o danneggiare, istruzioni per commettere reati, insulti e odio".
Milano si blinda in vista di sabato, arrivano i parà
Intanto ieri in Prefettura a Milano si è svolto il comitato per l'ordine pubblico, alla presenza del sindaco Beppe Sala e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Una presenza, quella del titolare del Viminale, per dimostrare che lo Stato c'è ed è intervenuto con il nuovo decreto sicurezza e l'invio di 500 militari in città, paracadutisti della Folgore che saranno inquadrati nell'ambito di 'Strade Sicure' e resteranno a Milano fino a fine anno. Il banco di prova per l'intero dispositivo sarà già sabato, quando si temono nuove tensioni e disordini, con diverse manifestazioni "in cui preoccupano anche gli anarchici", ha detto Sala. Il presidio delle forze dell'ordine sarà rafforzato in tutto il capoluogo, soprattutto in centro dove sono avvenuti i disordini maggiori. A rafforzare la sicurezza ci sarà anche la polizia locale di Milano con tutte le forze disponili, circa 300 agenti, con la possibilità di usare anche droni. "Ma con la possibilità - ha aggiunto Piantedosi - di avere delle squadre mobili di pronto intervento, laddove poi i fenomeni si dovessero manifestare fuori dalle zone pre individuate".
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I dubbi di Piantedosi su una 'regia' dietro gli scontri
Secondo Piantedosi, la caratteristica di queste azioni, che sono portate avanti soprattutto da ragazzi giovani, è di muoversi anche "in modo improvvisato". Del resto, ha sottolineato il ministro dell'Interno, "siamo davanti a un fenomeno nuovo e complesso, qualcosa di mai visto al mondo che va affrontato in un nuovo modo". Ecco perché ancora non si può parlare, secondo il responsabile del Viminale, di giovani che sono manovrati dall'esterno. "Non c'è nessuna evidenza di questo" ha ribadito, rispondendo a chi gli chiedeva di una possibile 'regia' dietro gli scontri, aggiungendo che "la spontaneità di questi ragazzi contrasta con l'organizzazione via social delle violenze, ma allo stato attuale non vi è alcuna evidenza di una loro manipolazione dall'esterno".
Le chat false
Discorso a parte va fatto per i messaggi di fake news che hanno iniziato a diventare virali nelle chat degli studenti di Milano e hinterland all'indomani degli scontri in centro città, corredati di alert istituzionali elaborati con l'intelligenza artificiale che invitavano alla "massima attenzione perché sono stati segnalati gruppi di giovani responsabili di aggressioni nei confronti di ragazzi, ragazze e cittadini stranieri nell'area metropolitana di Milano", ma anche foto di armi accompagnate da scritte minacciose e audio che raccontavano di violenze mai avvenute. "Si sono organizzati gruppo neofascisti per andare nelle seguenti zone (Cadorna, Duomo, Citylife, Navigli e Brera) a picchiare stranieri a vista", recitava uno dei messaggi fake. "Se qualcuno vi ferma o si avvicina in modo strano correte", consigliava un altro.
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"L’obiettivo è disperdere il movimento"
"Milano, Varese, Monza e Lodi sono state attraversate da un panico generale dovuto dalla circolazione di immagini false", hanno scritto gli studenti in rete. "Il terrore ha raggiunto il suo apice - hanno spiegato Rete Studenti Varese, Unione degli Universitari Milano e Parola agli studenti Lodi - con la diffusione di liste di ragazze che sarebbero state targhetizzate come vittime di stupri di massa'". Per gli studenti la creazione dei contenuti viene da bot e troll e "l'obiettivo è unico e chiaro: seminare il panico generale e disperdere il grande movimento che ha portato centinaia di studenti in piazza". Finora - si legge sui social - "nessun caso reale è stato segnalato ma una cosa è chiara: la vera violenza è quella istituzionalizzata, quella che pensa prima alle vetrine, ai cassonetti, all'immagine della Milano per bene invece che alle motivazioni dietro queste proteste". "La risposta al loro terrore - hanno concluso gli studenti - resta una: la solidarietà e l'organizzazione".
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