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Monday, September 21, 2026

Taglio delle accise sul gasolio, quali altri Stati lo stanno facendo in Europa?

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L’Italia ha speso quasi 3 miliardi di euro da marzo per abbassare il costo di diesel e benzina alla pompa. Altri Paesi hanno percorso lo stesso sentiero, ma grandi economie come Germania e Francia non lo fanno più (o non l’hanno mai fatto)

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Il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sul diesel, pur abbassandolo di qualche centesimo. Ma qual è la situazione degli altri stati europei? Sono diversi ormai quelli che, come l’Italia, applicano sconti sui carburanti, usando formule variegate. C’è chi agisce direttamente sulle accise, chi limita i prezzi alla pompa e chi addirittura non ha mai pianificato interventi di questo tipo, preferendo concentrarsi sugli aiuti mirati.

Le similitudini con la Spagna

Tra i Paesi che hanno operato in modo simile a noi ci sono quelli della penisola iberica. La Spagna ha lanciato già a marzo un pacchetto complessivo da 5 miliardi di euro che comprendeva interventi anche sulle accise di benzina e gasolio, ridotte inizialmente di 30 centesimi al litro. Lo sconto è diminuito gradualmente fino ad arrivare agli attuali 5 centesimi, che saranno mantenuti fino a fine settembre. Il Portogallo ha a sua volta ribassato ulteriormente l’imposta sui prodotti petroliferi a inizio settembre, portando lo sconto totale a circa 23 centesimi al litro.

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Le riduzioni dei Paesi del Nord e gli sconti minimi dell'Austria

Tra i Paesi con riduzioni significative ci sono anche Svezia e Irlanda. La prima taglia circa 22 centesimi al litro su benzina e gasolio fino a fine novembre, mentre la seconda sconta 27 centesimi sulla verde e 32 centesimi sul diesel fino a ottobre, oltre a implementare sostegni per categorie particolarmente colpite dal caro carburanti, come pescatori e agricoltori.

All’estremo opposto c’è invece l’Austria, con uno sconto minimo di appena 2 centesimi.

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Gli interventi di Grecia e Croazia

Altri stati hanno implementato interventi più elaborati: la Grecia affianca agli sconti al gasolio per 10 centesimi al litro altri 5 ottenuti dall’accordo con le compagnie di raffinazione, mentre la Croazia ha ottenuto la riduzione dei prezzi alla pompa non con risorse statali ma imponendo dei limiti di prezzo ai distributori: la benzina si assesta così a 1,73 euro al litro e il diesel a 1,85, prezzi che senza questo intervento sarebbero più alti rispettivamente di 20 e 30 centesimi.

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Le mosse di Polonia e Germania

Non hanno attualmente sconti, ma li hanno avuti in passato e stanno considerando di ripristinarne, Polonia e Germania. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha proposto una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere pari al 60% dei maggiori ricavi generati tra marzo e dicembre 2026 per ottenere circa un miliardo di euro, somma che verrebbe utilizzata per abbassare il prezzo dei carburanti al distributore. Il Presidente della Repubblica polacca aveva però già respinto un disegno di legge analogo e non ha ancora dato il via libera a questa iniziativa.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è rimasto invece più sul vago, promettendo misure che tutelino i consumatori dai prezzi record del carburante. La Germania ha già speso circa 1,6 miliardi di euro per tagliare di 17 centesimi i prezzi a maggio e giugno. Tra gli altri stati che avevano già implementato diminuzioni e si stanno guardando ora intorno per nuove misure c’è anche la Lituania, che sta valutando un meccanismo di riduzione automatica delle accise se il prezzo del diesel supera i 2 euro e 20 al litro.

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Il caso della Francia

Resta ancora in disparte in questa lunga lista una delle maggiori economie europee, la Francia, che non ha mai considerato tagli diretti delle accise in questi mesi di crisi energetica. Il governo francese si è per ora limitato ad aiuti a singoli categorie, per quanto non indifferenti, mettendo a disposizione centinaia di milioni di euro ogni mese per autotrasportatori, agricoltori e lavoratori a basso reddito.

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