Ricostruzione dell’Ucraina, l’Ue sostiene le lamentele di Meloni dopo il summit Nato con BlackRock: “Bruxelles parli con una sola voce”
La Commissione Ue appoggia Giorgia Meloni sulla necessità di decidere rappresentanti e linea comune europea nei colloqui sul futuro dell’Ucraina. La presa di posizione arriva dopo la lettera che la premier ha inviato al presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, per chiedere unità tra i 27 Stati membri. A provocare la reazione di Roma era stata la due giorni di colloqui nella sede Nato di Bruxelles alla quale erano stati invitate delegazioni di Ucraina, Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, oltre all’Alleanza e alla Banca Mondiale, con l’esclusione di altri Paesi importanti all’interno dell’Unione. E, cosa ancora più grave, a quell’incontro è poi emerso che hanno preso parte anche rappresentanti del gigante della finanza americano BlackRock.
La Commissione europea “concorda pienamente” sulla necessità che l’Europa sia coinvolta nei negoziati per una pace duratura in Ucraina e che agisca in modo unito, ha risposto la portavoce della Commissione, Paula Pinho. “Siamo a conoscenza della lettera indirizzata dalla presidente del Consiglio Meloni al presidente Costa e a tutti i membri del Consiglio europeo – ha aggiunto – Anche la presidente Ursula von der Leyen l’ha quindi ricevuta. Concordiamo pienamente sul fatto che l’Europa debba essere coinvolta nei colloqui volti a raggiungere una pace sostenibile e duratura in Ucraina e che determinano la sicurezza dell’Ucraina. E concordiamo pienamente sulla necessità di essere uniti, coerenti e determinati nel difendere i nostri interessi e sostenere l’Ucraina”. Costa ha risposto ricordando che gli interessi dell’Ue devono essere rappresentati dalle sue istituzioni nel rispetto dei Trattati. E la portavoce ha precisato: “Siamo d’accordo anche su questo”.
Nessun cenno al fatto che, oltre allo sgarbo franco-tedesco, a quel tavolo, come riferito dal capo dei servizi segreti ucraini all’estero, Rustem Umerov, sedevano anche i delegati di BlackRock, una società d’investimento privata, al posto di Paesi, come l’Italia, che hanno contribuito al sostegno economico e militare dell’Ucraina per miliardi di euro dall’inizio del conflitto. Di questa mancanza di peso ai tavoli negoziali si è accorta anche la Russia che col portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che gli europei, che non riescono ancora a decidere chi è autorizzato a parlare con la Russia, “dimostrano impreparazione“: “Come possiamo vedere, non riescono nemmeno a decidere chi può parlare con la Russia per loro conto, quindi stiamo assistendo a una prolungata indecisione e impreparazione da quella parte”, ha detto. La loro presenza, sostiene però, non è necessaria, se non quando si dovrà parlare del “futuro del sistema di sicurezza europeo. Quando si parlerà di sicurezza reciproca tra Russia e Ucraina, ovviamente, a un certo punto sarà impossibile senza gli europei. Pertanto, un dialogo con gli europei sarà necessario”. Dopo quasi cinque anni di conflitto, però, non si è ancora capito chi li rappresenterà ai tavoli.
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