Nel 1978 il boom del volley,: quando 2+2 ha fatto 5

Carmelo Pittera, per i pallavolisti di oggi, forse non rappresenta un nome sulla cresta dell'onda. Ma se il volley azzurro ora è sul tetto del mondo molte responsabilità sono proprio ‘sue’. E' stato il ct del Gabbiano d'Argento, il tecnico della Nazionale che nel 1978 sorprese il mondo intero ai Campionati iridati disputati a Roma. Erano gli anni in cui a dettar legge sopra la rete c'erano le formazioni dell'Est Europa, i sudamericani (Cuba e Brasile) e il Giappone mentre l'Italia era solo sulla rampa di lancio. “Per arrivare in cima al mondo due più due deve fare cinque”, diceva. Frase rimasta scritta, scolpita nelle menti di chi praticava il volley e ancora oggi lo fa. Al Palaeur di Roma si riversarono migliaia di curiosi e molti appassionati, la pallavolo arrivò in televisione e anche in finale dopo aver battuto il Brasile e Cuba. “Fu amore a prima vista con gli italiani - dice - e io sommerso da una valanga di affetto. Quel mondiale, il Gabbiano d'Argento, ha rappresentato il primo punto di partenza del nostro sport di cui io sono il padre, forse anche il nonno o bisnonno. Se la gente ancora mi riconosce allora vuol dire che siamo riusciti a lasciare il segno. Anzi, un solco”.
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