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Sunday, September 27, 2026

Il prete risponde “ok” a un messaggio sul cellulare e scatta la truffa da 120mila euro. L’appello ai fedeli: “Aiutatemi a ripristinare il salvadanaio”

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Il prete risponde “ok” a un messaggio sul cellulare e scatta la truffa da 120mila euro. L’appello ai fedeli: “Aiutatemi a ripristinare il salvadanai

Sarebbe bastato un “ok” di risposta a un messaggio sullo smartphone da un numero che sembrava erroneamente riconducibile ai carabinieri per innescare una truffa da 120mila euro. È successo a don Vito Colonna, parroco del Sacro Cuore di Gesù di Altamura. La vicenda è diventata di dominio pubblico dopo essere rimasta riservata per diversi mesi, mentre venivano avviati gli accertamenti e se ne dava notizia alla diocesi. L’ingente somma apparteneva non solo alla parrocchia ma anche alla scuola dell’infanzia paritaria “Pasquale & Maria Sabini” e ai risparmi personali del sacerdote.

Il parroco truffato per 120mila euro: che cosa è successo

La Gazzetta del Mezzogiorno ricostruisce i fatti, che si collocherebbero in un periodo compreso tra marzo e agosto. La dinamica precisa del raggiro, però, al momento non è ancora chiara. Non ci sono infatti elementi pubblici sufficienti per affermare come il denaro sia stato trasferito, né come i truffatori siano riusciti a entrare in contatto con il parroco. Don Vito, si legge su “Repubblica”, avrebbe raccontato di aver risposto con un “ok” a un messaggio sul telefono. Un cenno d’assenso che avrebbe innescato una serie di operazioni per ora imprecisate, per quello che sembra un caso di phishing in piena regola.

A informare i fedeli dell’accaduto è stato lo stesso parroco, diramando una comunicazione ufficiale in seguito all’avvio delle iniziative giudiziarie e dopo aver informato il vescovo, monsignor Giuseppe Russo. Nella nota, il sacerdote parla di “truffa economica da parte di un’organizzazione criminale (probabilmente internazionale)” e spiega perché sia rimasto in silenzio fino a questo momento: “Dopo aver provveduto in riservatezza alle previste azioni giudiziarie e aver informato il vescovo, monsignor Giuseppe Russo, ho ricevuto il permesso di mettere al corrente dell’accaduto tutti i fedeli”.

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