Social vietati agli under 14, testo bipartisan in Parlamento: «Pronti ad approvarlo subito»

Dopo il weekend di devastazioni e saccheggi a Milano, la questione della regolamentazione del rapporto tra i minori e web è tornata al centro del dibattito tra le forze politiche. Maggioranza e opposizione sembrano convenire sulla necessità di intervenire con urgenza sulla sicurezza digitale dei più giovani, ma manca ancora un’intesa che possa mettere d’accordo le istanze delle varie parti. Le proposte sul tavolo sono numerose e, al momento, la soluzione più plausibile è il disegno di legge bipartisan Mennuni-Madia, depositato nel 2024 a palazzo Madama. La recente apertura del governo a una stretta in materia potrebbe accelerare il processo.
L’apertura del governo
I raduni che hanno infiammato Milano lo scorso finesettimana hanno riacceso i riflettori sull’utilizzo incontrollato dei social da parte dei minori: le piazze, infatti, erano state convocate anche online e il neonato Movimento 17 ottobre ha annunciato una mobilitazione permanente prevista per ogni sabato proprio tramite la sua pagina Instagram.
Non si tratta, d’altra parte, della prima volta che la politica si pone la questione della regolamentazione delle piattaforme anche sull’onda di eventi di cronaca. In questo caso, però, la richiesta arriva direttamente dalla premier Giorgia Meloni: la presidente del Consiglio, parlando con Repubblica, ha dichiarato di non essere contraria a vietare l’uso dei social ai minori di 14 anni.
Le proposte sul tavolo
Ad oggi, sono già numerose le proposte di legge in materia in entrambi i rami del Parlamento. Si tratta di iniziative di diversi partiti, compreso Fratelli d’Italia. «In considerazione del ruolo che hanno avuto i social, in particolare sui minorenni, e di chi si è reso protagonista delle deprecabili devastazioni e violenze nella manifestazione della scorsa settimana, è sempre più necessario procedere per la tutela dei minori nella dimensione digitale» sottolinea la senatrice di Fdi Lavinia Mennuni, prima firmataria della proposta di legge bipartisan, ferma da giugno scorso. «Credo importante - prosegue Mennuni - che si debba dare seguito all’invito del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il Parlamento riprenda il lavoro fin qui fatto in Senato per approvare la legge». E dall’opposizione arriva la richiesta di sbloccarne l’iter.
Non è da escludere, poi, che la questione venga regolata tramite un emendamento al decreto sicurezza adottato martedì 20 ottobre in Consiglio dei ministri, in modo che la nuova normativa entri in vigore in tempi più rapidi. «Casa Riformista - annuncia Marianna Madia - presenterà subito un emendamento all’ultimo decreto sicurezza, e chiederà di firmarlo a tutti gli altri gruppi parlamentari. Capiremo allora quale sarà la vera disponibilità della presidente Meloni».
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