Natale 2026, è già caro voli: Milano-Reggio Calabria a 427 euro. Le rotte più costose

Per molti italiani che vivono lontano dalla propria città d'origine, trascorrere le festività natalizie insieme ai familiari rischia di comportare una spesa considerevole. A pesare sui bilanci di studenti e lavoratori fuori sede sono soprattutto i collegamenti aerei tra il Nord e il Mezzogiorno, con prezzi già particolarmente elevati a diverse settimane dalla fine dell'anno. A evidenziarlo è una prima rilevazione del Codacons, che ha esaminato il costo dei voli nazionali in occasione di Natale e Capodanno, riscontrando rincari significativi sulle rotte maggiormente utilizzate da chi rientra nelle Regioni meridionali.
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Le tratte più costose
Prendendo come riferimento un viaggio di andata il 23 o 24 dicembre e il ritorno il 6 gennaio, alcune destinazioni richiedono una spesa superiore ai 400 euro. Il primato spetta al collegamento Milano-Reggio Calabria, per il quale occorrono almeno 427 euro, mentre per raggiungere Trapani dal capoluogo lombardo e rientrare bisogna mettere in conto un minimo di 383 euro. Non va meglio ai passeggeri in partenza da Torino: i biglietti per Reggio Calabria partono da 359 euro, quelli per Catania da 354 euro e quelli per Brindisi da 349 euro.
I prezzi degli altri collegamenti
La rilevazione dell'associazione dei consumatori segnala importi consistenti anche per numerose altre rotte. Un viaggio tra Firenze e Palermo costa almeno 345 euro, mentre per i voli Torino-Palermo e Milano-Catania la tariffa più economica individuata è di 342 euro. Si parte invece da 340 euro per raggiungere Catania dagli aeroporti di Verona, Bologna e Venezia. Tra le ulteriori destinazioni figurano Foggia, collegata a Milano con biglietti da 330 euro, e Crotone, raggiungibile sempre dal capoluogo lombardo a partire da 308 euro. Servono inoltre almeno 307 euro per la Milano-Brindisi e 300 euro per la Verona-Bari.
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Il rischio di nuovi rincari
Agli importi rilevati dal Codacons possono sommarsi ulteriori addebiti per il trasporto dei bagagli e i servizi facoltativi, tra cui la prenotazione di uno specifico posto a bordo. Il costo complessivo del viaggio, dunque, può superare sensibilmente quello pubblicizzato inizialmente dalle compagnie. A risentirne maggiormente sono le persone che studiano o lavorano lontano dalla famiglia, insieme ai nuclei che devono acquistare più biglietti. Per alcuni il rientro potrebbe trasformarsi in un sacrificio economico difficile da sostenere, fino alla decisione di rinunciare alla partenza. Secondo il Codacons, inoltre, le tariffe potrebbero salire ulteriormente con l'avvicinarsi delle festività, quando la crescita delle prenotazioni eserciterà una maggiore pressione sui prezzi.
Il "ping-pong" dei cieli
Per contenere le spese, sempre più viaggiatori scelgono itinerari alternativi, anche a costo di allungare notevolmente i tempi di percorrenza. È il cosiddetto "ping pong dei cieli", espressione utilizzata per descrivere il ricorso a collegamenti indiretti, con cambi di aereo in scali italiani o stranieri, oppure l'arrivo in aeroporti meno vicini alla meta finale, da raggiungere successivamente con altri mezzi. A richiamare l'attenzione su questa tendenza è RimborsoAlVolo, società specializzata nel settore del trasporto aereo, intervenuta dopo la pubblicazione dell'indagine del Codacons. Stando alle sue verifiche, rinunciare a un collegamento diretto può consentire una riduzione della spesa mediamente compresa tra il 30 e il 40%, con punte che in determinate circostanze superano il 60%.
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Quanto si risparmia facendo scalo
Un esempio riguarda la rotta Milano-Catania, considerando la partenza del 23 dicembre e il rientro del 6 gennaio. Scegliendo un itinerario che prevede una fermata a Valencia all'andata e una a Tirana al ritorno, il costo complessivo passa da 342 a 157 euro. Il risparmio ammonta quindi a 185 euro per viaggiatore, pari a circa il 54%. Una soluzione analoga può essere adottata per il tragitto Torino-Catania: inserendo uno scalo nella capitale albanese durante il viaggio di andata, la tariffa diminuisce del 47%, con 167 euro di spesa in meno per passeggero.
Le alternative negli aeroporti italiani
Non è necessario attraversare i confini nazionali per ottenere una riduzione del prezzo. Secondo i calcoli di RimborsoAlVolo, acquistare un volo con coincidenza all'aeroporto di Roma Fiumicino permette di abbattere il costo del 40,6% sulla Firenze-Palermo, del 38,3% sulla Firenze-Catania e del 32% sulla Torino-Brindisi. Anche uno scalo interno, quindi, può rappresentare una soluzione economicamente più vantaggiosa rispetto alla tratta senza fermate intermedie, pur richiedendo tempi di viaggio generalmente superiori.
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I rischi dei voli con coincidenza
Il ricorso a itinerari più articolati si sta affermando soprattutto tra i passeggeri giovani e gli universitari, maggiormente interessati a limitare il costo degli spostamenti. La convenienza, tuttavia, deve essere valutata insieme alle possibili complicazioni. Giuseppe Conversano, amministratore delegato di RimborsoAlVolo, sottolinea infatti che la scelta di sostituire i voli diretti con collegamenti che prevedono uno o più scali espone i viaggiatori a maggiori inconvenienti. Ritardi, cancellazioni e problemi nelle coincidenze possono compromettere il programma di viaggio, trasformando il tentativo di risparmiare in un percorso più lungo e incerto proprio nei giorni di maggiore affluenza negli aeroporti.
Il confronto con il Natale 2025
Rispetto allo scorso anno, le tariffe aeree per le festività natalizie mostrano una diminuzione su alcuni collegamenti, pur mantenendosi su livelli elevati. Secondo un'indagine condotta da Assoutenti nel 2025, per volare da Torino a Palermo tra il 24 dicembre e il 6 gennaio occorrevano almeno 505 euro, contro i 342 euro rilevati quest'anno dal Codacons, con una differenza di 163 euro. Sulla Torino-Catania la spesa minima passa invece da 422 a 354 euro, mentre sulla Milano-Catania scende da 406 a 342 euro. Il confronto, tuttavia, è indicativo, poiché le rilevazioni sono state effettuate da associazioni differenti e non sempre sulle medesime date di partenza. Nel 2025 il Codacons aveva inoltre segnalato rincari fino al 900% rispetto ai prezzi praticati a gennaio su alcune rotte nazionali. Nonostante le tariffe attualmente più contenute, dunque, tornare a casa per Natale continua a rappresentare un costo significativo.
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