Donna ferita al braccio da un colpo ad aria compressa in strada in zona Prati (Roma), il racconto sui social. “Segnalazioni di altri episodi contro donne e turiste”
Ha sentito un dolore improvviso, poi si è accorta di stare sanguinando. Cristina S. era in strada, nel primo pomeriggio di lunedì, in via della Giuliana, nel quartiere Prati, a Roma, quando è stata raggiunta al braccio da un colpo esploso da una certa distanza. Secondo una prima ricostruzione, ancora da verificare, potrebbe trattarsi di un pallino sparato con un’arma ad aria compressa, forse utilizzata per il soft air. La donna ha raccontato l’episodio sui social, spiegando di non essersi resa conto nell’immediato di essere stata colpita da un proiettile. “Lì per lì ho pensato di essere stata colpita da qualche passante”, ha scritto, sottolineando che in quel momento la strada era semideserta e non c’era nessuno nelle sue immediate vicinanze. Solo dopo, anche grazie all’intervento dei carabinieri arrivati sul posto, avrebbe compreso la natura dell’accaduto.
Il colpo ha attraversato la maglietta e provocato una ferita che, secondo il racconto della donna, presentava un foro di circa cinque millimetri. La donna ha quindi raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, dove gli accertamenti avrebbero evidenziato la presenza del proiettile ancora in profondità nel braccio, nella zona vicina alla spalla. Secondo quanto riferito dalla donna, i sanitari avrebbero ritenuto il corpo estraneo “verosimilmente di piombo o altro materiale radiopaco”. Per la sua rimozione sarebbe stato quindi disposto il trasferimento al Cto, dove dovrebbe essere sottoposta a un intervento di chirurgia specialistica.
Resta da chiarire chi abbia sparato e soprattutto da quale punto. Al momento non sono note le circostanze precise del ferimento né è stato individuato un responsabile. Gli elementi disponibili dovranno essere verificati dagli investigatori, anche attraverso i rilievi effettuati sul luogo dell’accaduto e le testimonianze raccolte.
Nel suo racconto, la vittima riferisce inoltre di avere ricevuto da alcuni esercenti della zona una segnalazione particolarmente significativa. Secondo quanto le sarebbe stato riferito, da diversi giorni in via della Giuliana si verificherebbero spari con quelli che vengono definiti “gommini”, indirizzati in particolare contro donne o turiste di passaggio. Finora, sostiene la donna, nessuno sarebbe stato colpito. Uno dei pallini, sempre secondo il racconto, sarebbe stato recuperato e conservato. Si tratta, però, di circostanze che dovranno trovare conferma e che, allo stato, appartengono alle testimonianze raccolte dalla stessa vittima. Saranno gli accertamenti dei carabinieri a stabilire se esista un collegamento tra queste segnalazioni e il ferimento avvenuto ieri e se nella zona si siano effettivamente verificati altri episodi analoghi.
La dinamica rende comunque necessario chiarire la provenienza del colpo. Un pallino sparato con un’arma ad aria compressa può provocare lesioni, soprattutto se esploso a distanza ravvicinata o diretto verso parti delicate del corpo. La stessa donna, nel denunciare l’accaduto, ha sottolineato il rischio per chi si trovasse a transitare nella strada: il colpo, ha osservato, avrebbe potuto raggiungere una zona ben più vulnerabile, come la testa, il torace o un occhio.La donna ha infine rivolto un ringraziamento ai carabinieri della stazione Prati, intervenuti dopo l’episodio, e al personale del pronto soccorso del Santo Spirito che l’ha assistita
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