Gli Stati Uniti colpiscono una presunta “nave della droga” nel Pacifico orientale, due vittime. Sono 210 i morti dall’inizio delle operazioni
La Joint Task Force Western Hemisphere degli Stati Uniti ha colpito un’imbarcazione “poco appariscente” nell’Oceano Pacifico orientale, causando due morti. Lo riferisce il Comando Sud Usa su X, affermando che la nave “operava lungo rotte consolidate del narcotraffico“. Il Pentagono ha aggiunto che il “coinvolgimento attivo dell’imbarcazione” nel trasporto di stupefacenti sarebbe confermato da “informazioni di intelligence“.
Salgono così a 210 le vittime della campagna dell’amministrazione Trump per bombardare imbarcazioni al largo della costa caraibica dell’America Latina e nel Pacifico orientale, che ad oggi conta 60 attacchi. Francis Donovan, a capo del Comando Sud degli Stati Uniti, ha dichiarato: “Siamo determinati a imporre una pressione sistematica totale sui narcoterroristi interrompendo le loro operazioni, smantellando la loro leadership ed eliminando il terrore dei cartelli in tutta la regione”. L’attacco arriva a pochi giorni dall’annuncio di Pete Hegseth, segretario alla Difesa, che gli Stati Uniti avrebbero esteso la loro strategia al territorio di diversi Paesi dell’America Latina. Durante una visita a Panama, il segretario alla guerra aveva affermato che Colombia, Guatemala e Honduras avevano concesso agli Stati Uniti di condurre missioni militari congiunte contro i gruppi criminali sul loro territorio come aveva fatto l’Ecuador nei primi mesi del 2026, ma il Guatemala aveva smentito poco dopo.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.