Rabbino aggredito: un arresto e due denunce, c'è anche l'odio razziale tra i reati contestati
Sono tutti nati in Italia ma hanno origine nordafricana, risiedono in provincia e vengono nel capoluogo lombardo a commettere piccoli reati, soprattutto rapine ai danni di coetanei. Hanno il tipico profilo dei cosiddetti 'maranza' i tre presunti aggressori del rabbino insultato e poi picchiato con un calcio a Milano. Un particolare che preoccupa le forze dell'ordine, perché nel caso si verificasse una saldatura tra i tanti ragazzi di seconda generazione che commettono reati a Milano e l'odio antisemita, le conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Al momento la Digos ha arrestato un 20enne tunisino, regolare in Italia ma con precedenti per rapine (senza però segnalazioni di tipo 'politico' ) perché si ritiene che sia stato, dei tre, quello che è passato dalle parole ai fatti colpendo il rabbino con un calcio. Meno gravi sarebbero le posizioni degli altri due che, secondo le ricostruzioni della Digos, lo avrebbero insultato, prendendogli la Kippah e deridendolo indossandola: si tratta di un 19enne di origine tunisina e un 22enne di origine marocchina, anch'essi con precedenti. Tutti e tre erano stati fotografati dalla vittima e poi rintracciati. Riceveranno anche un foglio di via da Milano.
"Non siamo razzisti. Nella denuncia c'è scritto che lo abbiamo preso a calci. Hanno descritto un film. Se vedono le videocamere eravamo fermi. Nessuno ha tirato un pugno o l'ha colpito all'inguine. Se lo vedo gli stringo la mano e gli dico 'se ti abbiamo fatto un danno, perdonaci'". Così uno dei 3 giovani accusati di aver aggredito un rabbino a Milano ha parlato fuori dall'aula delle direttissima dove c'è l'udienza per il fratello arrestato (per lesioni e non rapina come comunicato in precedenza). Il giovane risulta indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale o religiosa.
Il 21enne, con genitori tunisini e nato a Como, ha spiegato ai cronisti che ieri pomeriggio erano in una piazza, zona Bisceglie, in attesa di un amico. "Eravamo io, mio fratello e un mio amico, scherzavamo e ridevamo facendo video su TikTok - ha raccontato -. Il mio amico per sbaglio si è avvicinato a una persona che ha fatto un verso, tipo 'uff', e il mio amico lo guarda e gli fa sarcasticamente 'eh scusami, non volevo'. Io avevo capito che era di religione ebrea, ma non ci avevo nemmeno fatto caso, perché non è un problema". Lui, secondo questo racconto, "inizia a parlare nella sua lingua, quella del suo Paese, che noi non capiamo, e a farci un video e il mio amico gli fa 'perché ci fai un video?' e per scherzo gli ha preso il cappello dalla testa e gli ha detto 'guarda se mi sta bene'". Poi, ha aggiunto, "gli ha ridato il cappello perché non era nostro, volevamo andare via e lui ci ha inseguito facendo il video. Si gira la terza persona che era con noi e per dirgli di andare via con la gamba gli fa un gesto per mandarlo via".
"Per noi non cambiava nulla che fosse ebreo, cristiano, musulmano, io non ho problemi, noi siamo africani - ha detto ancora il 21enne -. Avrà l'età di mio padre, non gli alzerei mai le mani addosso. Noi l'avevamo preso per una cosa per scherzo tra amici e pensavo che quando lui ci faceva il video fosse per ridere con noi. Noi non pensavamo di aver fatto un danno". Il 21enne ha spiegato che studia "ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. Sono nato qui - ha proseguito - e ho sempre vissuto qui in Italia e sono un volontario della Protezione civile di Codogno". E ha concluso: "Se prendono le telecamere, si vedrà che non abbiamo mai colpito e non siamo scappati". Nel foglio dell'udienza per direttissima è indicato per il fratello ventenne l'arresto per lesioni, ma, da quanto si è saputo, il pm Luca Gaglio chiederà la convalida per lo stesso reato contestato a piede libero al 21enne, ossia "propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa". Nel foglio di via della Questura, con divieto di ritorno a Milano per un anno e notificato al 21enne, si parla di una aggressione con "brutale violenza", di allarme "sociale" e della "pericolosità sociale" del giovane.
Andrà davanti al giudice delle direttissime il ventenne tunisino arrestato. Da quanto risulta alla sezione direttissime del Tribunale di Milano, il ragazzo è stato arrestato per l'ipotesi di rapina, relativa probabilmente al fatto che al rabbino è stato portato via il copricapo, prima che venisse colpito anche con dei calci e che riuscisse a fare foto e video che hanno aiutato la Polizia ad individuare i tre aggressori, portati in Questura ieri. Gli altri due sono stati denunciati a piede libero e bisognerà capire se la Procura, con il pm di turno Luca Gaglio e il procuratore Marcello Viola, intenderà contestare anche ipotesi di lesioni o violenza privata o l'aggravante dei motivi di odio razziale e religioso. Allo stato figura l'udienza fissata per oggi per il 20enne per l'imputazione di rapina. La giudice Alessandra Di Fazio dovrà decidere, dopo l'udienza, sulla convalida dell'arresto e sull'eventuale misura cautelare. Poi, andrà avanti nei prossimi mesi il processo per direttissima.
"L'Italia ha registrato un altro grave episodio #antisemita questa volta a Milano nel pomeriggio di mercoledì, ai danni di un rabbino colpevole di aspettare l'autobus ad una fermata. A nome dell'Ucei voglio esprimere la mia solidarietà alla vittima e alla Comunità Ebraica di Milano, ringraziare le forze politiche che in queste ore hanno espresso la propria solidarietà condannando il vile atto ricordando l'importanza dell'approvazione del #DdlAntisemitismo. Un doveroso ringraziamento va a tutte le forze dell'ordine che hanno contribuito al rapido fermo dei tre aggressori e - più in generale - garantiscono l'incolumità delle Comunità Ebraiche in Italia". Così la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Livia Ottolenghi.
Salvini: 'C'è un problema di immigrazione islamica. Hanno preso i soliti, sono italiani ma poi non si chiamano Colombo o Salvini'
"Ho visto che hanno preso i soliti, sono italiani e poi vai a leggere e non si chiamano esattamente né Colombo né Salvini né Fumagalli. Credo che ci sia un problema soprattutto di immigrazione di matrice islamica, non è un problema di immigrazione generale ma soprattutto di quella di matrice islamica che importa arroganza, supponenza e poca voglia di integrarsi. E anche su questo alcune soluzioni a Pontida le presenteremo". E' quanto ha detto il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini a Telelombardia.
La vicesindaca di Milano: 'Solidarietà alla comunità ebraica. L'antisemitismo sia eradicato da nostre società'
Anche la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo esprime "solidarietà al Rabbinato e alla Comunità ebraica di Milano in relazione alla vile aggressione avvenuta ieri pomeriggio nei confronti di un rabbino", si legge in una nota. "A lui vanno l'affetto e la vicinanza di tutti i milanesi e le milanesi, perché possa ritrovare serenità dopo la violenza subita e il grande spavento - prosegue -. Un plauso alle forze dell'ordine che sono intervenute immediatamente e hanno proceduto al fermo e all'arresto degli aggressori". "L'antisemitismo deve essere eradicato dalle nostre società ovunque e in qualunque forma esso si manifesti", conclude la vicesindaca.
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