“Testo uguale al nostro, più che Fratelli sono ‘i copioni d’Italia’”. L’attacco del consigliere di Futuro nazionale al partito di Meloni sulla stretta per le famiglie di minori che fanno reati
Che il governo e la maggioranza stiano cercando di recuperare terreno a destra, in vista delle elezioni, non è un segreto. Lo stanno facendo, da questa estate, sondaggi alla mano, per fermare l’ascesa di Roberto Vannacci. Così, in ordine, in tema di sicurezza, è stata cambiata la giustizia minorile, rafforzando di fatto l’imputabilità per gli under 18 (quello che i giornali, in senso dispregiativo, hanno definito “ddl anti-maranza”); successivamente, sul fronte scuola, è stato approvato il decreto legge, voluto dal ministro Giuseppe Valditara, che introduce un limite massimo di studenti stranieri nelle classi.
Ora, una nuova misura: vincolare i benefici comunali alla collaborazione dei genitori di figli minori che abbiano commesso reati. In pratica, quando un giovane viene condannato in primo grado ad almeno un anno di carcere, i genitori (ma anche tutori e affidatari) devono dimostrare di cooperare con le istituzioni di riferimento. Se non lo fanno, scatta la sospensione di determinati contributi, vantaggi economici e agevolazioni tariffarie comunali. Si tratta del disegno di legge 2041, depositato il 18 di settembre dal senatore di Fratelli d’Italia, Matteo Gelmetti, a Palazzo Madama. Rispondendo a un’interrogazione proprio del partito di Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si è espresso in maniera favorevole rispetto al provvedimento, sostenendo che “condividiamo ogni proposta che contribuisca ad accrescere la responsabilizzazione delle famiglie”.
Non solo. Il titolare del Viminale ha dichiarato di condividere “l‘iniziativa del sindaco di Legnago. L’idea è che per vivere nelle nostre comunità e per ricevere benefici di diversa natura, concessi con risorse pubbliche, bisogna rispettare le regole della nostra convivenza civile”. Il sindaco di Legnago (in provincia di Verona), Paolo Longhi di Fratelli d’Italia, lo scorso 14 settembre aveva annunciato di voler sospendere o revocare alcuni contributi alle famiglie di due 15enni che avevano scippato un anziano e rubato in una tabaccheria, nel caso in cui i genitori dei giovani si fossero rifiutati di collaborare coi servizi sociali. Il 28 settembre il responsabile dell’organizzazione di FdI, il deputato Giovanni Donzelli, ha espressamente collegato il ddl di Gelmetti con il caso di Legnago, parlando addirittura di revoca automatica dei sussidi (aspetto non contemplato nel disegno di legge).
Ma in aprile il consigliere veneto di Futuro nazionale, Stefano Valdegamberi, avesse depositato la proposta di legge n.67 che introduce proprio nuove disposizioni in materia di responsabilizzazione genitoriale e di coordinamento con i servizi sociali quando i minorenni commettono reati. E, guarda caso, nell’ipotesi di un rifiuto ingiustificato o di interruzione della collaborazione da parte dei genitori, la proposta di Valdegamberi prevede la possibilità di sospendere temporaneamente “i benefici e le provvidenze economiche regionali, secondo “rigorosi criteri di proporzionalità” ed escludendo “le prestazioni essenziali, sanitarie o necessarie alla tutela immediata dei soggetti vulnerabili”. Inoltre, la “sanzione” contempla la sospensione dell’accesso a procedure legate all’assegnazione o alla permanenze negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. “Ma la mia battaglia inizia nel 2022” dichiara Valdegamberi a ilFattoQuotidiano.it, “quando ho presentato una mozione, discussa in Consiglio regionale, che andava proprio in questa direzione”. Ora “leggo con piacere che il disegno di legge del senatore Gelmetti riprende l’impostazione della proposta di legge che avevo depositato in Regione Veneto lo scorso aprile. È positivo constatare come proposte concrete, intelligenti e utili possano essere riprese e trasformate in iniziative legislative di portata nazionale”. Al di là delle belle parole, Valdegamberi gioca col nome del partito di Meloni, definendoli “copioni d’Italia”.
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