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Wednesday, September 16, 2026

L'ex presidente del Kosovo Thaci condannato a 25 anni per crimini di guerra

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Piazze piene a Prishtina per assistere alla sentenza emessa dal tribunale speciale sul Kosovo dell'Aja, le Kosovo Specialists Chambers, nei confronti di Hashim Thaci, ex temutissimo comandante dell'UCK, l'esercito di Liberazione del Kosovo, tra il 1998 e 1999 e poi primo ministro e presidente dello Stato nato dalla scissione da Belgrado di quella che prima era una provincia autonoma della Serbia. 

Nell'aula di tribunale dell'Aja il giudice americano Robert Smith III ha esposto i singoli capi d'accusa con le pene e poi alla fine ha pronunciato la sentenza unica con la pena totale di 25 anni di detenzione. Insieme a lui sono stati condannati altri tre ex comandanti dell'UCK: l'ex presidente Jakup Krashniqi,  Kadri Veseli (condannato a 18 anni) e  Rexhep Selimi (condannato a 13 anni). Tutti  sono stati giudicati "penalmente responsabili" per accuse di crimini di guerra. Leggendo dal sito delle Ksc, si legge che nella fattispecie, i crimini sono detenzione arbitraria, maltrattamenti, tortura e uccisioni illegali. Le vittime furono per lo più albanesi, con idee diverse, identificati come "oppositori", alcune colpite perché si opponevano alla violenza o all'Uck stesso, oppure perché considerate "spie" o "collaboratori" del regime serbo, spesso "senza fondamento". Secondo le conclusioni, i crimini hanno riguardato complessivamente 385 persone per la detenzione arbitraria, 49 per i maltrattamenti, 303 per la tortura e 96 per le uccisioni illegali.    

Quanto al ruolo specifico, la difesa non è riuscita a imporre la tesi che i quattro comandanti imputati non avessero avuto un ruolo o non sapessero dei crimini commessi dai miliziani Uck. I giudici hanno stabilito che, durante il conflitto in Kosovo, i quattro "contribuirono in modo sostanziale all'attuazione di un comune piano criminale rivolto contro persone considerate oppositori degli obiettivi politici e militari dell'Uck". 

Il processo, hanno sottolineato i giudici, "non riguardava la legittimità dell'Uck né il suo obiettivo politico di un Kosovo indipendente, ma l'impiego di mezzi criminali da parte di alcuni suoi membri".    

I quattro sono invece stati assolti, per insufficienza di prove, dall'accusa di crimini contro l'umanità, cioè di crimini fuori dal contesto bellico: non è stato  dimostrato che quei crimini fossero parte di un "attacco diffuso e sistematico" diretto contro la popolazione civile nel suo complesso. Per quanto riguarda l'ex presidente Thaci, il collegio ha ritenuto che, come membro dello Stato Maggiore del Uck e capo della Direzione politica, avesse avuto un ruolo chiave nella formulazione e nell'attuazione del piano, compresa la creazione di strutture di detenzione, l'identificazione degli oppositori, il loro arresto e detenzione e, quando necessario, la loro uccisione. Thaçi è stato inoltre ritenuto personalmente coinvolto nell'arresto, nella detenzione arbitraria e nell'interrogatorio di 13 parlamentari e nell'arresto, detenzione, trasferimento e uccisione illegale di un professore albanese, Behajdin Allaq.

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