Caccia alla ricina nei pc dell'Istituto agrario

Il caso del duplice avvelenamento da ricina che ha sconvolto la comunità di Pietracatella si arricchisce di un nuovo, cruciale capitolo investigativo focalizzato sul mondo della scuola. La Procura di Larino ha infatti disposto il sequestro e l'ispezione informatica di oltre settanta dispositivi elettronici all'interno dell'Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso. Il provvedimento, scattato a seguito del decreto firmato dai magistrati, mira a fare luce sulla tragica scomparsa di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute a fine dicembre 2025.
Gli inquirenti e gli esperti della Polizia Postale concentreranno le proprie analisi in particolare sui computer del laboratorio didattico situato accanto alla serra, oltre che sui tablet e sui portatili in uso a due specifiche classi. L'obiettivo delle verifiche, che inizieranno ufficialmente il 13 ottobre 2026, è scandagliare le cronologie web e i registri di sistema a caccia di ricerche sospette legate a parole chiave come "ricina", "semi di ricino" o "solfato di ammonio", valutando anche eventuali accessi a mercati illegali del dark web. Al momento le indagini procedono a ritmo serrato per accertare se la tossina killer sia stata prodotta o estratta artigianalmente sfruttando le competenze o i materiali dell'istituto scolastico
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