Presidi: il tetto nelle classi agli stranieri è condivisibile, ma difficile da applicare

Per il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli la questione del numero massimo di alunni stranieri nelle classi è " fondata e condivisibile" dal punto di vista didattico, ma di difficile soluzione concreta. Il problema riguarda soprattutto le iscrizioni nelle scuole dell'infanzia e primarie, dove si applica il criterio di vicinanza alla scuola. Nei quartieri in cui la presenza di stranieri è maggioritaria non sarebbe realistico, dice il rappresentante dei presidi , non accogliere gli alunni per rispettare un limite numerico.
Per Daniele Grassucci (Skuola.net) il nodo riguarda soprattutto la competenza linguistica: “Attualmente già esiste una circolare che pone al 30% il tetto massimo di alunni di origine non italiana che possono essere presenti all'appello in una classe. Tuttavia, questo tetto viene spesso superato e avviene nel 7% delle classi su media nazionale, ma in regioni come la Lombardia, l'Emilia Romagna e la Liguria si arriva tranquillamente anche al 15%, con punte del 20% alla primaria in Lombardia. Il problema, tuttavia, non è di passaporto, ma linguistico. Se in una classe sono presenti tanti alunni che hanno dei gap linguistici in italiano, l'apprendimento generale ne risentirà”.
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