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Thursday, September 17, 2026

Ricchezza famiglie, Italia indietro rispetto all’Eurozona: i dati su redditi e risparmi

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La ricchezza delle famiglie italiane aumenta a un ritmo decisamente più contenuto rispetto a quello registrato nelle principali economie dell’Eurozona. A pesare è soprattutto la dinamica dei redditi, che nell’ultimo decennio hanno registrato incrementi inferiori rispetto a Germania, Francia e Spagna. Il risultato è una progressiva riduzione della capacità di accumulo e un patrimonio sempre più concentrato nelle fasce economicamente più forti. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio sulla ricchezza delle famiglie della Fondazione Fiba di First Cisl, presentata a Roma sulla base dei dati Bce ed Eurostat.

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Quello che devi sapere

Il confronto con l’Europa

Alla fine del 2025 il patrimonio netto delle famiglie italiane ammontava complessivamente a 11.333 miliardi di euro. In Germania il valore raggiungeva 19.867 miliardi, in Francia 14.054 miliardi e in Spagna 8.484 miliardi. Nello stesso anno, la ricchezza netta dell’intera area euro si attestava a 68.521 miliardi. Il divario emerge soprattutto osservando l'evoluzione nell'arco di dieci anni. Dal 2015 al 2025 il patrimonio delle famiglie italiane è cresciuto del 22,8%, mentre in Germania l'aumento è stato dell'87,3%, in Francia del 42% e in Spagna del 56,6%. La conseguenza è stata una diminuzione del contributo italiano alla ricchezza complessiva dell’Eurozona: la quota detenuta dalle famiglie del nostro Paese è passata dal 21,7% del 2015 al 16,5% del 2025.

Per approfondire: Soldi, 56% degli italiani ha risparmiato nel 2026. Casa investimento preferito, ma in calo

Il ruolo degli investimenti finanziari

Dei 2.107 miliardi di euro di incremento complessivo registrato in Italia nell'arco del decennio, circa 937 miliardi, pari al 45%, sono riconducibili ad azioni non quotate e ad altre partecipazioni societarie. Questa componente è aumentata del 102,7% ed è risultata posseduta quasi interamente, per il 98,3%, dal 10% delle famiglie più ricche. L'aumento, inoltre, non si è distribuito uniformemente nel periodo considerato: una parte consistente della crescita si è concentrata tra il 2020 e il 2025.

Per approfondire: Nel 2025 numero record di nuovi milionari: i dati del Global Wealth Report 2026

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Ritardo nella crescita del reddito

La minore espansione del patrimonio va collegata anche alla debole crescita del reddito disponibile delle famiglie. Tra il 2015 e il 2025 quello lordo italiano è salito da 1.132,8 a 1.455 miliardi di euro, con un incremento complessivo del 28,4%. Negli stessi dieci anni, però, la Germania ha registrato una crescita del 48,3%, la Francia del 41,1% e la Spagna del 53,8%. Anche in questo caso l'incremento italiano si è concentrato soprattutto nella seconda metà del periodo, a partire dal 2020.

Diminuisce il risparmio

La più contenuta crescita dei redditi si riflette anche sulla capacità delle famiglie di mettere da parte denaro. Nel 2015 il risparmio lordo degli italiani ammontava a 125,7 miliardi di euro; dieci anni dopo era arrivato a 161,1 miliardi, con una variazione del 28,2%. L'incremento risulta molto più consistente negli altri grandi Paesi europei: +64,4% in Germania, +80,7% in Francia e +134,2% in Spagna. Nel 2025 il tasso di risparmio lordo delle famiglie italiane si è fermato al 10,7%, il valore più basso tra i principali Paesi considerati e al di sotto della media dell'Eurozona, pari al 14,32%. In Germania il dato raggiunge il 19,2%, in Francia il 17,2% e in Spagna l'11,9%.

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Gli immobili valgono meno

Anche il mercato immobiliare ha contribuito alla distanza rispetto alle altre economie europee. La casa rimane comunque una componente centrale del patrimonio degli italiani: secondo l'Istat, circa il 74% delle famiglie vive in un'abitazione di proprietà. Gli immobili rappresentano il 46% della ricchezza lorda complessiva delle famiglie italiane, contro il 56,9% della media dell'area euro. Anche l'andamento dei prezzi mostra una crescita più contenuta. Ponendo pari a 100 il valore del 2015, nel 2025 l'indice dei prezzi delle abitazioni italiane, calcolato sulla base delle compravendite, ha raggiunto quota 116,1. Nello stesso periodo l'Eurozona è arrivata a 153,7, con la Germania a 152,7, la Francia a 127,3 e la Spagna a 180,6.

La ricchezza si concentra

A fronte della crescita complessivamente più debole, la distribuzione del patrimonio è diventata progressivamente più squilibrata. Nel 2010 il 10% delle famiglie più ricche possedeva il 52% della ricchezza netta italiana. Quindici anni dopo la quota è salita al 60,6%. Ancora maggiore è stata la variazione registrata al vertice della distribuzione. Il 5% più facoltoso è passato dal detenere il 39,9% della ricchezza nazionale nel 2010 al 50,2% nel 2025, con un aumento superiore ai dieci punti percentuali. Si tratta della quota più elevata nell'Eurozona, fatta eccezione per Austria e Lettonia.

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Portafogli molto diversi

La distribuzione delle attività finanziarie evidenzia forti differenze tra le fasce della popolazione. Il 10% più ricco possiede il 43,4% dei depositi, il 76,7% dei titoli di debito, il 93,3% delle azioni quotate, l’82,5% dei fondi comuni, il 76,9% delle assicurazioni sulla vita e il 98,3% delle azioni non quotate e delle altre partecipazioni. La concentrazione è quindi particolarmente elevata negli investimenti finanziari. Al contrario, i cinque decili meno abbienti detengono il 37,9% dell’indebitamento complessivo. Per il decile più povero, il rapporto tra debiti e ricchezza lorda raggiunge il 95,6%, comunque al di sotto dei valori registrati nella maggior parte dell’Eurozona, dove la ricchezza della stessa fascia è negativa.

Il debito delle famiglie

Nel complesso, l'indebitamento delle famiglie italiane ammontava a 804,7 miliardi di euro nel 2025, pari al 10,2% del debito complessivo dell'Eurozona, che raggiungeva 7.927,7 miliardi. La quota italiana è inferiore a quella di Germania e Francia, rispettivamente al 27,4% e al 22,2%, mentre la Spagna si colloca al 9,1%. Anche rispetto al passato il peso dell'Italia si è ridotto: nel 2015 rappresentava l'11,1% del totale dell'area euro.

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La proposta della Cisl

Secondo la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, la ricchezza italiana si è progressivamente concentrata: oggi il 5% più ricco, circa 1,3 milioni di famiglie, ne possiede il 50%, contro il 40% del 2010, mentre la metà meno abbiente dispone di poco più del 7%. Per Riccardo Colombani, segretario generale nazionale di First Cisl, senza una crescita duratura del Pil e delle retribuzioni il divario rischia di aumentare. Il sindacato propone quindi una politica dei redditi per rafforzare il valore economico del lavoro e un fondo nazionale per sostenere l’economia reale, con garanzie pubbliche, limiti alle somme e alla durata degli investimenti e gestione affidata alla regia di Cassa depositi e prestiti.

Per approfondire: Ricchezza famiglie italiane a 6.500 miliardi, più investimenti e assicurazioni. Il report

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