A Milano il Congresso straordinario della Lega: Salvini cerca la riconferma, Garavaglia lo sfida

Con un video con la voce di Umberto Bossi ("C'è la Lega e non ci sono altre forze") e le immagini di Roberto Maroni, è cominciato a Milano il congresso straordinario della Lega, voluto dal segretario in carica (dal 2013) e annunciato un mese fa a Pontida. I 705 delegati previsti sono in una sala non accessibile alla stampa, al secondo piano dell'Allianz MiCo, di fronte alle torri di City Life. I giornalisti sono in una sala allestita al primo piano e con un altro ingresso.
In prima fila c'è Salvini. Presiede Lorenzo Fontana, presidente della Camera.
Il primo intervento è stato di Alberto Di Rubba nella veste di reggente, essendo Salvini leader dimissionario, come prevede il regolamento. Slogan dell'assemblea è “Lega di lotta e di governo” perché, come ha spiegato il partito, “di governo, perché la Lega rivendica i risultati ottenuti nelle istituzioni: dove governa, governa bene” e “di lotta, perché ci sono ancora tante battaglie da portare avanti, senza arretrare, in Italia e in Europa”.
Lo slogan, insieme al logo di Alberto da Giussano, campeggia sul palco. Due i candidati in lizza per la segreteria: Matteo Salvini, dimissionario e ricandidato, e Massimo Garavaglia, che è in sala con la cravatta verde e la spilletta del leggendario condottiero. Senatore e presidente leghista della commissione Finanze del Senato, Garavaglia è riuscito in extremis a raccogliere le 80 firme richieste per candidarsi, numero minimo.
Conclusi gli interventi dei delegati, la parola è passata alle mozioni presentate (in tutto 11 su temi diversi), che verranno illustrate dai loro primi firmatari, a partire da quella sulla sicurezza del sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni. Successivamente saranno votate. Sono presenti circa un migliaio di persone, riferisce la Lega, tra cui, oltre ai delegati previsti, militanti invitati.
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