Stubb e Støre chiamano Putin: la mossa di Finlandia e Norvegia spacca l'Unione europea

Il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre aprono un canale diretto con Vladimir Putin in una telefonata a tre che spacca la diplomazia europea. Il colloquio è durato un'ora e mezza. Davanti al Parlamento di Helsinki, Stubb ha rivendicato una conversazione franca su temi concreti e ha poi informato Volodymyr Zelensky, che ha poi riferito di promuovere ogni azione che punta alla de-escalation.
Le fratture nell'Unione europea
La mossa dei due leader scandinavi scatena le reazioni delle cancellerie continentali, nonostante Bruxelles rivendichi il proprio coinvolgimento. La premier danese Mette Frederiksen boccia la fuga in avanti. L'azione individuale rischia di dividere l'Unione dei 27. Anche Palazzo Chigi frena sull'operazione: il governo italiano apprezza il tentativo ma denuncia l'assenza di un mandato unico europeo per condurre le trattative.
Il muro di Mosca e la guerra sul campo
Il fronte russo mostra compattezza e raffredda le aspettative occidentali. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov minimizza i risultati del colloquio telefonico. Putin fissa il perimetro negoziale e ammonisce gli interlocutori: la pace deve tenere conto degli interessi della Russia. Sul terreno regge fino al primo novembre il cessate il fuoco locale a Oleshky, mentre gli attacchi aerei colpiscono il resto del Paese. Missili e droni su Kiev e Kharkiv uccidono tre persone. I raid sulle città russe di Belgorod e Bryansk causano altri tre morti.
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