Kiev, raid russo sul Ponte Nord: sfiorata la strage. Droni su Moldavia e cieli baltici

Sono stati gli automobilisti stessi a riprendere con i telefoni cellulari la violenta deflagrazione che nelle prime ore del giorno ha centrato il Ponte Nord a Kiev. Si tratta di una direttrice nevralgica per la viabilità della città, che collega la capitale con l'area metropolitana settentrionale ed è percorsa ogni giorno da centinaia di migliaia di automobili. Il Cremlino ha motivato l'attacco definendo il viadotto un obiettivo militare strategico impiegato per lo spostamento delle truppe, innescando dure reazioni di condanna in Ucraina. Nonostante la portata dell'esplosione in un punto di forte passaggio, il sindaco della capitale ha confermato un bilancio di due feriti, tirando un sospiro di sollievo per una strage sfiorata.
La raffica di droni e lo sconfinamento verso la Moldavia
L'attacco mattutino a Kiev fa seguito a una massiccia ondata notturna in cui le forze russe hanno lanciato ben 157 droni oltre la linea del fronte. Cinque velivoli senza pilota sono precipitati ed esplosi nel territorio della confinante Moldavia, suscitando l'immediata protesta formale e la ferma condanna della presidente Maia Sandu. L'episodio conferma quanto l'estensione geografica dei raid minacci direttamente la sicurezza dei Paesi limitrofi.
Allerta aerea nei cieli baltici e jet Nato in decollo
Il livello di apprensione si è propagato rapidamente anche verso nord, dove l'avvistamento di un drone nello spazio aereo della Lituania ha costretto i caccia della Nato a levarsi in volo su allarme immediato. I Paesi baltici continuano infatti a esercitare un forte pressing diplomatico su Bruxelles per consolidare un cordone di sicurezza condiviso. All'uscita dal seggio elettorale di Riga, il primo ministro lettone ha rimarcato l'assoluta necessità di mostrarsi compatti e forti su tutto il fianco orientale dell'Alleanza.
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