Ultimo giorno del congresso della Lega, Giorgetti: 'Facciamo entrare in squadra chi ha più consensi'
"Abbiamo provato comprando un giocatore e non ha funzionato. Ma un giocatore è sul mercato e se arriva un'offerta migliore, se ne va. Se invece peschi dal vivaio, lì c'è l'attaccamento alla maglia. Bene dobbiamo pescare dal vivaio e abbiamo fuoriclasse che tutti ci invidiano. Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo". L'ha detto Massimo Garavaglia, candidato alla segreteria della Lega dal palco del congresso straordinario del partito, in corso a Milano. Prima di lui ha preso la parola il ministro Giancarlo Giorgetti. "Va tutto bene? No, non va tutto bene. Lo percepiamo - ha detto Giorgetti - chiaramente che abbiamo dei problemi. Siamo qua per migliorare. Ed è perfettamente comprensibile per chi partiva da zero. Marti (segretario della Lega in Puglia, ndr) è chiaro che tu sei contento se fai un 8%. Il problema è se a Bergamo, dove erano abituati a fare il 50%, fanno il 20% e si incazzano e si chiedono perché. E allora come si fa a recuperare? Qui si è parlato di squadra. Io dico semplicemente: facciamo salire in squadra quelli che hanno dimostrato sul territorio di riuscire a produrre consenso".
LA DIRETTA:
La seconda e ultima giornata del congresso è cominciata con quasi un'ora di ritardo per problemi tecnici,, nel centro congressi Allianz MiCo di Milano. Lorenzo Fontana, che presiede l'assemblea, si è scusato dicendo: "L'intelligenza artificiale evidentemente tanto intelligente ancora non è, abbiamo margini per sopravvivere".
Oggi si sfideranno i due candidati alla segreteria: il dimissionario Matteo Salvini e lo sfidante Massimo Garavaglia, senatore ed ex ministro nel governo Draghi. Chi vince resterà alla guida del partito per 4 anni, fino al 2030. Interverranno nell'ordine, Lorenzo Fontana, l'eurodeputata Silvia Sardone, i ministri e i due candidati. Poi il voto (segreto) e, dopo la proclamazione, la chiusura del segretario eletto.
C'è attesa per quanto dirà Salvini anche sui nuovi organi voluti nello statuto, e approvati ieri, e su quale ruolo potrebbe avere Luca Zaia. Sono la segreteria politica formata da 9 componenti e il coordinatore federale delle segreterie, entrambi scelti dal leader che può revocarli. Altra novità attesa: il simbolo del partito che potrebbe contenere l'espressione "Italia federale", in un vecchio copyright di Umberto Bossi, tenendo la sagoma di Alberto da Giussano. Finirà comunque l'era della "Lega Salvini premier" (nome attuale) voluta dal vicepremier, che è alla guida del partito dal 2013. Lo impone, tra l'altro, la nuova legge elettorale.
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