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Friday, October 16, 2026

La Juve vince, ma Conceiçao impazzisce: pugni alla panchina. Spalletti lo gela: “Si arrabbi con sé stesso”

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La Juve vince, ma Conceiçao impazzisce: pugni alla panchina. Spalletti lo gela: “Si arrabbi con se stesso”

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La luce è il risultato: vincere di rimonta e con i gol dei suoi due attaccanti è un segnale perfetto per Luciano Spalletti. Che dopo la vittoria a Vigo contro il Celta era sicuramente contento, l’ha detto ai suoi giocatori e alla stampa. Ma le luci di quel 2-1 non riescono a nascondere le ombre che ancora attanagliano questa Juventus che resta under construction. Gli errori difensivi, le difficoltà di Koopmeiners e soprattutto la furia di Conceiçao, uscito dal campo tirando pugni alla panchina.

Però gli aspetti positivi ci sono ed è giusto sottolinearli. Il primo: i bianconeri sono riusciti a vincere in rimonta dopo la doccia gelata di una rete subita per una serie di errori difensivi troppo brutti per essere veri. E non era facile. Il secondo: la rete del pareggio arriva con un gol di rapina, vecchia maniera, di Woltemade, che si fa trovare al posto giusto al momento giusto, sfruttando anche lui un errore di un avversario. Era l’osservato speciale, il tedesco, dopo un avvio di campionato veramente troppo sottotono. Segnare così dà fiducia a lui e a Spalletti, che si aspettava un segnale dall’attaccante arrivato a fine mercato per riempire quella casella lasciata vuota da Vlahovic. Il terzo: la rete della rimonta è arrivata con Kolo Muani, che a Cagliari ha segnato all’81’ mentre in Spagna ha dovuto aspettare il 91’. Ma non importa: la rete, di testa, indica che il francese c’è e si sta riprendendo la Juventus. E che le due punte, insieme, funzionano.

Non funzionano invece altre cose. La catena difensiva, per esempio, che ha commesso una serie di errori piuttosto marchiani nel gol del vantaggio del Celta. Ma anche i singoli. Koopmeiners ancora non ha inciso, Spalletti l’ha difeso nel post partita ma è stato chiaro: “Pensavo che in Europa League, lontano, potesse fare bene. Non ci è riuscito”, ha ammesso candidamente.

Mentre su Conceiçao, uscito dal campo particolarmente irritato, è stato anche più secco. Preambolo: il portoghese è stato sostituito da Nico Gonzalez, è andato in panchina, ha preso a pugni una poltrona ed è subito andato negli spogliatoi a cambiarsi. È ritornato poco dopo, con la testa bassa. “Fa meglio a essere arrabbiato con sé stesso” ha chiosato Spalletti. “Con me, comunque, non ha litigato”. Come a dire: problemi suoi.

Ma i problemi, in questo caso, sono anche della Juve, che aspetta ancora che emerga l’esterno portoghese, così come molti altri singoli. Alajbegovic è in potenza molto forte, ma ancora non incisivo; Boga deve ritrovare la forma e sarà presto a disposizione; Nico Gonzalez è, come McKennie, il giocatore multifunzione che però deve ancora trovare la giusta continuità.

Spalletti ha chiaro il quadro. Sorride, ma tra le rughe della fronte riflette anche. La sua Juventus in Europa League vince la seconda partita su due e si proietta oltre la League Phase. Ma deve essere più convincente e concreta. Ancora non lo è.

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