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Saturday, October 10, 2026

Rimborso 730, quando il conguaglio del credito può slittare fino a marzo 2027

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Per molti contribuenti pensionati o lavoratori dipendenti in queste settimane dovrebbe essere arrivato, se dovuto, il rimborso delle imposte versate in eccesso tramite il modello 730. L’importo viene corrisposto direttamente in busta paga per i lavoratori e nel cedolino della pensione per i pensionati. È possibile però che i rimborsi dei crediti Irpef non siano ancora partiti, anche se dovuti dal Fisco. In alcuni casi potrebbe volerci molto più tempo, fino a marzo del prossimo anno. Da cosa dipendono le tempistiche?

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Quello che devi sapere

Perché il rimborso del 730 può slittare anche fino a marzo 2027

Uno dei motivi principali del ritardo nel rimborso, sono i controlli del Fisco sulle dichiarazioni dei redditi, in particolare quando i crediti vantati dai contribuenti superano i 4mila euro oppure se sono presenti elementi incoerenti nella stessa dichiarazione. Lo stesso vale nel caso in cui il contribuente, oltre ai crediti, abbia anche dei debiti aperti con l’Agenzia delle Entrate.

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I controlli del Fisco: automatici, formali e preventivi

I controlli del Fisco possono essere di due tipi: automatici e formali. Nel primo caso si tratta essenzialmente del confronto tra i dati dichiarati e quelli dell’Anagrafe tributaria, nel secondo di un esame più approfondito della documentazione relativa a spese e detrazioni, come emerge dal 730, che possono spingere l’Agenzia a ulteriori approfondimenti. Possibili anche controlli preventivi prima dell’erogazione del rimborso: per procedere, il Fisco ha quattro mesi di tempo dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione per completare queste verifiche. In questo periodo, l’erogazione del rimborso può essere sospesa, a patto che il pagamento avvenga comunque entro sei mesi dalla stessa scadenza.

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I crediti di importo superiore a 4mila euro

I ritardi sono molto spesso dovuti a un credito alto: se i rimborsi ammontano a più di 4mila euro, seppur spettante in modo del tutto legittimo, la cifra probabilmente sarà sottoposta a controlli preventivi a prescindere. Non significa per forza che la somma che spetta arriverà nel limite massimo di marzo 2027, perché - qualora le verifiche non riscontrino alcuna anomalia - il pagamento potrebbe arrivare prima.

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Possibili ritardi anche se si hanno precedenti debiti con il Fisco

E ancora, come detto, anche la presenza di debiti iscritti a ruolo può incidere sulle tempistiche dell’erogazione del rimborso. Con una precisazione: se il contribuente ha un debito che supera i 1.500 euro, il credito può essere utilizzato per compensare quanto dovuto. Bisogna però accettare esplicitamente la compensazione. Se non succede - o se il Fisco procede a controlli sul debito -, il pagamento solitamente viene sospeso fino alla definizione della procedura.

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Le modifiche alla dichiarazione dei redditi precompilata

Un elemento che può insospettire l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, andando a incidere sui tempi del rimborso, è la presenza di modifiche e variazioni al modello 730 rispetto a quello precompilato dallo stesso Fisco, in particolar modo se i dati inseriti manualmente dal contribuente sembrano essere in contrasto con quelli di cui l’amministrazione disponeva fin dal principio. I campanelli d’allarme più comuni sono le detrazioni che appaiono spropositate rispetto al reddito, crediti di anni precedenti che vanno ancora verificati o discrepanze consistenti tra le spese dichiarate e quelle presenti nell’Anagrafe tributaria.

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La dichiarazione dei redditi senza sostituto d’imposta

Un altro elemento che solitamente comporta qualche ritardo è la dichiarazione dei redditi inviata senza avvalersi di un sostituto d’imposta (come possono essere il datore di lavoro o l’ente pensionistico di riferimento). In questi casi, se la dichiarazione è stata inviata vicino alla scadenza, è invece probabile che il rimborso non venga accreditato prima del 2027: bisogna tenere conto anche delle tempistiche per le eventuali verifiche. 

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