Cisgiordania a ferro e fuoco, Netanyahu: "Pochi coloni facinorosi"

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) lancia un appello per "la protezione urgente della popolazione civile in Cisgiordania" a fronte di "violenza in aumento, crescenti restrizioni alla libertà di movimento e un'accelerazione dell'espansione degli insediamenti" che "stanno causando gravi danni ai civili in tutta la Cisgiordania e rendendo la vita quotidiana insostenibile per la popolazione". "Solo quest'anno - si legge in un comunicato - decine di palestinesi sono stati uccisi, centinaia sono stati feriti e molti altri sfollati. Case e proprietà sono state danneggiate o distrutte, lasciando molte persone senza un tetto o senza mezzi di sostentamento".
Nelle ultime ore oltre 100 coloni israeliani hanno dato vita a una rivolta nel villaggio di Jalud, in Cisgiordania, durante la notte, impedendo all'esercito di consentire a una famiglia palestinese sfollata di tornare alla propria casa. La famiglia Tubasi era stata costretta a luglio ad abbandonare la propria casa a Jalud, vicino a Nablus, per le ripetute minacce e violenze da parte dei coloni. Centinaia di estremisti ebrei hanno poi invaso la Spianata delle Moschee, dove hanno svolto riti e canti sotto la protezione della polizia israeliana. A Gerusalemme Est undici giovani sono stati fermati per un'aggressione a palestinesi fuori dalla Città Vecchia.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu chiede di "perseguire i rivoltosi", sostenendo però che “pochi facinorosi non rappresentano la comunità dei coloni rispettosi della legge”.
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