Elezioni in Serbia, chi sono gli studenti che hanno vinto contro il nazionalista Vučić

Non hanno un leader, né una storia di partito alla spalle. La Lista studentesca, nata nelle università, ha vinto le elezioni anticipate in Serbia del 25 ottobre con oltre il 52% dei voti e una maggioranza stimata di circa 140 seggi su 250. Finiscono così quasi quattordici anni di dominio del Partito progressista serbo (SNS) e di Aleksandar Vučić.
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Quello che devi sapere
Un movimento, non un partito
La lista si è presentata come l'opposto del modello che ha sconfitto. Non ha un leader unico e rivendica una natura collegiale e decentralizzata, una scelta che è anche una risposta alla personalizzazione del potere attorno a Vučić. Tra i nomi di riferimento c'è il medico cardiologo Ilija Srdanovic, originario di Novi Sad, ma il movimento insiste sul fatto che nessuna figura debba identificarlo.
Come hanno scelto gli esponenti
Gli esponenti sono stati selezionati attraverso assemblee universitarie, Accanto al mondo accademico ci sono figure della società civile e delle professioni: tecnici, sportivi, artisti, L'obiettivo dichiarato era evitare che la nuova esperienza di legasse a una singola personalità poltica.
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Da dove vengono
Il movimento nasce da una tragedia. Il 1° novembre 2024 il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad uccise 16 persone, tra cui un bambino di sei anni. Seguirono accuse di negligenza e corruzione legate ai lavori di ristrutturazione e proteste estese a tutto il Paese. Gli studenti trasformarono la richiesta di responsabilità in una contestazione più ampia del sistema di potere di Vučić.
Dalle piazze alle urne
Nel corso del 2025 il movimento è arrivato a chiedere elezioni anticipate. Il passaggio significativo è stato quello di non fermarsi alla pressione della piazza e candidarsi direttamente. In poco tempo una mobilitazione studentesca è diventata una forza elettorale, mentre le opposizioni tradizionali non sono riuscite a costruire alternative credibili.
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Cosa vogliono
Il programma ruota attorno a libertà dei media, trasparenza, indipendenza della giustizia e riforme del sistema scolastico e universitario. Gli stessi punti su cui attaccano il sistema di Vučić, accusato di pressione sui media e di una magistratura debole.
Chi hanno sconfitto
Aleksandar Vučić è al potere dal 2014, prima come premier e dal 2017 come presidente. Ha costuito la sua immagine sulla promessa di stabilità e crescita economica. Il suo percorso parte dal nazionalismo degli anni Novanta: ministro dell'Informazione con Milošević nel 1998, dopo l'esperienza nel Partito radicale serbo. Ha poi cercato di porsi come interlocutore sia di Bruxelles sia di Mosca, mantenendo legami stretti con la Russia.
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Vučić ammette la sconfitta
Poco dopo la diffusione delle prime proiezioni, Aleksandar Vučić ha riconosciuto la vittoria degli studenti. L'ex presidente ha annunciato che "continuerà la lotta dall'opposizione", aggiungendo che gli studenti hanno fatto una campagna "scorretta e piena di menzogne" e che non farà nessuno sconto dall'opposizione.
Il nodo europeo
La Serbia è formalmente candidata all'adesione all'Ue dal 2014, ma il percorso è rimasto a lungo in stallo. Ora si apre una nuova fase. "I cittadini serbi si sono recati alle urne in numero record per dare forma al futuro del proprio Paese. Congratulazioni alla "Lista Studentesca" per la vittoria nelle elezioni parlamentari. Siamo pronti a collaborare per costruire il futuro della Serbia all'interno dell'Unione europea". Lo scrivono il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
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