“Nessun perdono per Yuval Abraham e Rachel Shor”: manifestazione sotto casa della regista di “Naza”
Non si placano le polemiche attorno a Yuval Abraham e Rachel Szor, registi di “Naza“, il documentario presentato alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che ha vinto un premio speciale della giuria e che, in pochi giorni, li ha trasformati da autori acclamati a bersagli di un’accusa di tradimento. I due sono al centro di uno scontro politico che coinvolge il primo ministro israeliano, due ministri del governo e i vertici dei servizi segreti. È delle ultime ore infatti un video diffuso su Instagram da Ziv Baranes, uomo della “gang” di Ben Gvir molto popolare sui social. Nel video si vede una manifestazione degli estremisti organizzata proprio sotto casa della famiglia di Rachel Szor.
Intanto, dopo aver dichiarato che avrebbe cercato di revocare loro la cittadinanza israeliana, il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha fatto un nuovo appello al capo dello Shin Bet, David Zini, affinché indaghi su come diversi materiali siano arrivati. Il film ha al suo interno testimonianze di 24 soldati anonimi dell’intelligence israeliana che denunciano le tecniche usate dall’esercito israeliano per uccidere i civili a Gaza. Israele ha respinto il contenuto del film, ribadendo di fare di tutto per evitare vittime civili.
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