Pechino attacca Mbappé: il francese ride di un meme con “un dittatore cinese” e tre aziende lo scaricano
Tutto è partito da un meme sul leader cinese Mao Zedong, che Kylian Mbappé trovava molto divertente, ma adesso almeno tre aziende cinesi hanno interrotto le collaborazioni con il calciatore. La decisione da parte delle aziende di opporsi a “qualsiasi parola o comportamento che ferisca i sentimenti nazionali” è arrivata dopo la diffusione di un video sui social in cui Mbappé, intervistato prima della partecipazione al programma online francese The Bridge, cita un meme “in cui c’è un video di un tizio, un dittatore cinese“, ha affermato il calciatore. Nel filmato, che non è più presente sul canale YouTube del programma, si vede un’immagine manipolata del capitano della nazionale francese con il volto sovrapposto a quello che sembrerebbe essere Mao. Al momento non sono ancora circolate dichiarazioni di Mbappé o The Bridge sulla vicenda.
“Le parole e le azioni che feriscono i sentimenti del popolo cinese incontreranno naturalmente l’opposizione congiunta di tutti i settori della società cinese”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun. Le aziende che hanno annunciato la fine degli accordi con Mbappé sono tre al momento: il produttore di bevande energetiche Dongpeng, il gruppo lattiero-caseario Mengniu e l’azienda di formaggi Milkground. Anche la piattaforma social RedNote ha annunciato la rimozione dei materiali promozionali legati al giocatore. Sul social network cinese Weibo gli hashtag relativi alla fine delle collaborazioni e al boicottaggio di Mbappé sono diventati virali.
Nell’annuncio dell’interruzione “con effetto immediato” di ogni collaborazione con l’attaccante del Real Madrid, Dongpeng ha dichiarato che l’azienda “adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali”. Durante i Mondiali di quest’anno, in Cina sono stati trasmessi degli spot pubblicitari che mostravano immagini generate dall’intelligenza artificiale in cui il 27enne capitano della Francia, molto popolare in Cina, beveva una bevanda sportiva Dongpeng.
Mao fondò la Cina comunista nel 1949 e ancora oggi viene celebrato come un’icona nazionale. In tutto il Paese, le battute sul il fondatore del Repubblica Popolare Cinese, morto nel 1976, sono considerate irrispettose e rimangono un tabù sociale.
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