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Monday, October 19, 2026

Bollette: sconto dal 2027, un nuovo decreto per fissare il tetto al gas

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L’Italia ha raggiunto un accordo preliminare con la Commissione Europea sul decreto bollette che consentirà, una volta attivato il meccanismo - un tetto al prezzo del gas pagato dalle centrali termoelettriche - di calmierare i costi pagati dagli utenti finali in bolletta. Per rendere possibile la riduzione servirà, però, ancora tempo: all’accordo politico, annunciato nei giorni scorsi dal governo, dovrà infatti seguire un compromesso tecnico e la messa a punto di un nuovo decreto, i cui tempi non sono stati ancora chiariti (si parla di fine anno in modo da far partire il taglio da gennaio 2027) e che di fatto andrà a modificare il precedente provvedimento nel quale era previsto un taglio del costo dei cosiddetti Ets, stoppato da Bruxelles.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le stime sugli importi

L’accordo, il cui perimetro sarà fissato in modo definitivo non appena saranno sciolti gli ultimi nodi tecnici, punta a stabilire, per un periodo transitorio di almeno un anno, un price cap sul prezzo del gas attorno ai 60 euro a megawattora (MWh). Palazzo Chigi, parlando dell’intesa nei giorni scorsi, ha fissato l’asticella a 59 euro a MWh: il valore finale si conoscerà quando il governo avrà chiuso la partita tecnica e notificato il testo del nuovo articolo 6 alla Commissione Europea. Se l’asticella sarà questa, la differenza con l’attuale costo del mercato - ora tra gli 85 e i 90 euro - sarà di circa 25 euro a MWh. Con ricadute positive per le famiglie che, avendo un contratto a prezzo variabile indicizzato al Pun (il prezzo unico nazionale), scontano maggiormente le impennate dei prezzi sui mercati internazionali: il risparmio stimato dai tecnici si aggira attorno al 10 per cento. Un aiuto arriverà anche per le imprese, che beneficeranno di circa 1,3 miliardi (la stima è del ministero dell’Ambiente) derivanti dalla vendita del gas stoccato dal Gse e da Snam, utilizzati anchen per tagliare le bollette delle pmi e degli energivori.

Il punto d’incontro con l’Ue

L’intesa politica con l’Ue è una mediazione tra le richieste dell’Italia, che voleva un tetto al prezzo del gas attorno ai 40 euro per MWh - come richiesto a piena voce dal presidente di Confindustria - e l’Ue che voleva porre questa asticella sugli 80 euro a MWh. Alla fine si è trovato un punto d’incontro a metà. Non si tratta di una novità assoluta: la misura è già stata autorizzata nel 2022 in Spagna e Portogallo, che avevano fissato un tetto temporaneo di 40 euro per MWh, in un contesto comunque diverso, per sei mesi, con una crescita di 5 euro a MWh per ogni mese successivo.

Di fatto l’intesa con l’Italia consente di superare alcune distorsioni del mercato elettrico. Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità nei paesi Ue è fissato ogni ora in base al costo di produzione della fonte più costosa necessaria per soddisfare la domanda. Il mix energetico dell’Italia vede una predominanza della fonte più costosa, del gas nella produzione elettrica. Questo influenza il costo del 70-75% delle ore di consumo in bolletta. L’iter del provvedimento comunque prevede ora, come detto, la messa a punto tecnica del provvedimento, poi la notifica all’Antitrust europea - che dovrà verificare che non si tratti di aiuti di Stato - quindi il varo del decreto con il valore del “tetto”. A disciplinare il contesto regolatorio e la copertura dei costi del provvedimento sarà l’Arera, che è l’Authority competente per il settore.

Lo stop di Bruxelles

In origine, con il decreto Bollette di febbraio, il governo italiano aveva previsto di alleggerire le bollette elettriche tagliando a monte il costo del meccanismo Ets inglobato nel prezzo del gas pagato dalla generazione termoelettrica a fronte di rimborsi i produttori da recuperare in bolletta. La misura è stata però stoppata dalla Commissione europea che ha fissato alcuni paletti, chiedendo agli Stati di agire con interventi di natura temporanea. Da qui, la mossa del governo di virare su una misura diversa, mutuandola dall’esperienza già battuta da altri Paesi.

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