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Wednesday, November 4, 2026

Incidente ferroviario, Sanchez: 'Il ministro Puente ha dato soluzioni e poi un passo di lato, per dignità'

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"Oscar Puente ci ha messo la faccia, ha dato soluzioni e, poi, ha fatto un passo di lato. Per dignità. Di sua volontà. Per rispetto delle vittime e del progetto progressista". Con questo messaggio pubblicato su X, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha commentato le dimissioni del ministro dei Trasporti, Oscar Puente, ieri sera al termine di un'audizione in Parlamento, sei giorni dopo l'incidente ferroviario di Urda, in provincia di Toledo, costato 69 vittime.

 "Politici come lui danno dignità al nostro paese e ci dimostrano che non tutti siamo uguali. Mentre alcuni danno solo lezioni, altri danno tutto", sottolinea Sanchez, riferendosi alle critiche dei partiti della destra. "Grazie di tutto, compagno", conclude il leader socialista nel post. 

Il re Felipe VI e la regina Letizia di Spagna presiederanno i funerali per le 69 vittime dell'incidente ferroviario di Urda (Toledo), che si celebreranno giovedì 12 novembre alle 19:00 nella cattedrale di Toledo, presieduti dall'arcivescovo Francisco Cerro Chaves. Lo segnalano fonti della Casa Reale.

L'arcivescovo di Toledo Cerro Chaves ha indicato oggi la data delle esequie, in una conferenza stampa in cui ha segnalato che vi prenderanno parte "tutta l'arcidiocesi di Toledo", i cinque vescovi della regione di Castiglia-La Mancia, il presidente della conferenza episcopale spagnola (Cee), monsignor Luis Javier Arguello, e altri vescovi per "accompagnare i familiari che continuiamo a portare nel cuore" e ai quali "abbiamo voluto restare sempre vicini".
Anche il presidente della Regione, Emiliano Garcia-Page, parteciperà ai funerali, secondo quanto hanno confermato fonti del governo di Castiglia-La Mancia.

In migliaia in piazza a Madrid per la scuola e la sanità pubbliche

Sono riprese oggi a Madrid le mobilitazioni sindacali dopo la sospensione delle manifestazioni in segno di lutto per la tragedia ferroviaria di Urda (Toledo), che una settimana fa ha provocato almeno 69 morti. Oggi sono tornati in piazza nella capitale iberica docenti, studenti universitari e medici, in due distinte proteste. Migliaia di insegnanti e studenti delle sei università pubbliche madrilene hanno partecipato a una marcia indetta nel primo di due giorni di sciopero, al quale sono chiamati 209.000 studenti e 32.900 lavoratori dei sei atenei, contro la carenza di finanziamenti, di personale e risorse e la "privatizzazione", che minacciano l'istruzione pubblica". La protesta è iniziata con picchetti informativi. Le due giornate prevedono varie mobilitazioni, fra cui il corteo oggi nel centro di Madrid, e una manifestazione domani - con classi tenute in strada - che culminerà davanti all'assessorato all'Istruzione della Comunità di Madrid, come ha spiegato in dichiarazioni ai media, Eva Aladro docente della Facoltà di Scienze dell'Informazione all'Università Complutense di Madrid, aderente alla piattaforma di protesta. Al grido di "Ayuso ascolta, l'università è in lotta", migliaia di persone, partite dalla Calle Ferraz hanno raggiunto la sede della federazione del Partito popolare, in calle Genova, per protestare contro la governatrice regionale Isabel Diaz Ayuso del Pp.

I docenti chiedono meno ore di lezione, classi meno numerose, più organici e un aumento salariale di 600 euro mensili. Il personale delle università denuncia invece "l'asfissia economica" dei campus, il deterioramento delle condizioni di lavoro e studio e la "repressione" negli atenei. Sul fronte sanitario, circa una cinquantina di medici e professionisti della sanità si sono riuniti davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Salute, nel centro della capitale. Al grido di "Sanità di qualità, basta chiacchiere" e di "non è un turno di guardia, è lavoro straordinario", i manifestanti hanno chiesto all'assessore del settore, Fatima Matute, di riattivare il tavolo di confronto sulle condizioni lavorative. 

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