Jury Chechi: 'Io gladiatore in Physical ma di 100 ne rimane uno'
''Ho visto il format coreano mi è piaciuto tantissimo, poi neanche a farlo apposta mi hanno chiamato, non mi è sembrato vero! E mi sono messo alla prova''.
Jury Chechi, campione della ginnastica e di simpatia, questa volta scende nell'arena televisiva tra i protagonisti di 'Physical Italia. Da 100 a 1', dove appunto dei primi cento partecipanti dopo una serie di incredibili sfide, un po' Hunger Games un po' Squid game, ne rimarrà solo uno. Dall'11 settembre ogni venerdì su Netflix e qui non sarà per finta ma per davvero con un cast spettacolare e in una scenografia sfarzosa che rimanda al mondo classico.
Jury Chechi lei si sente più gladiatore o più imperatore? ''Più gladiatore - dice in un'intervista all'ANSA -, mi sentivo uno di quelli che va nell'arena e prova a dare il massimo. Qui si tratta di sfide fisiche ma anche di strategia, prove di squadra e individuali, in un insieme di cose che rende il programma interessante. Tanto che alcuni dei partecipanti con fisici normali performano tantissimo. Anche se qui ho visto gente enorme''. Una delle caratteristiche di forza del programma è senza dubbio nella varietà del cast, tra cui figurano moltissimi atleti tra cui Mirco Bergamasco, Tania Cagnotto, Federica Pellegrini, ma anche personaggi del mondo dello spettacolo come Elisabetta Canalis e Alvise Rigo, influencer come Luis Sal, operai, macellai, ballerine e l'Uomo più forte d'Italia. Un cast vario, qualcuno dice ''non ho mai visto così tanti muscoli in vita mia'', ma che dimostra che nella vita non servono solo i muscoli. ''Credo che la caratteristica interessante di questo programma sia proprio nel dimostrare che oltre alla potenza fisica c'è altro, valutare le situazioni, dare dei compiti, il lavoro di squadra e di strategia. E' stato veramente un piacere mettersi in gioco, in più con una scenografia veramente pazzesca, mai vista. Me la sono goduta''.
Video Jury Chechi in 'Physical': 'Se vinco, do tutto in beneficenza'
Un senso di leggerezza ma grande senso del valore dello sport da parte di Chechi: ''forse immodestamente mi alzo la mattina e cerco di diventare ogni giorno una persona migliore e lo sono grazie a quello che mi ha insegnato lo sport agonistico: rispetto delle regole e dell'avversario. Mi piace vincere ma preferisco una sconfitta pulita ad una vittoria sporca. Questa anche è stata un'esperienza leggera ma nelle regole e nel rispetto dell'avversario. Sono lontano dalla perfezione per carità ma mai ho scelto la via più facile quando la vita ti mette davanti a strade in cui potresti prendere scorciatoie''.
Sono passati giusto 30 anni dalla medaglia d'oro di Atlanta ed un anno dalla vittoria a Pechino express, si sente più ginnasta o personaggio televisivo? ''Su Wikipedia sono definito ginnasta e personaggio televisivo, me lo ha fatto vedere mia figlia o forse mio figlio, ma io sono stato e mi sento un atleta. Voglio invecchiare e invecchiare bene e con un'attività sportiva idonea. Lo sport rimarrà sempre l'aspetto centrale della mia vita''. In Physical ci sono diverse persone di un'età avanzata che accettano la sfida. ''Ci siamo detti quanti anni avevamo con alcuni dei partecipanti ed io ero tra i più anziani, forse un paio più grandi ma poca roba''. Come si mantiene in forma? ''Io cerco di allenarmi il più possibile in maniera continuativa, ho una metodologia che si chiama Calisthenics a corpo libero senza grossi attrezzi e cerco di farlo in modo continuativo ma quando non riesco penso che serva anche un buon riposo, non ne faccio un dramma''.
In Italia si fa abbastanza per lo sport? ''Siamo straordinariamente bravi per lo sport d'eccellenza mentre possiamo migliorare nello sport per tutti, quello che ci fa star bene e che dovrebbe essere un diritto. Qui possiamo fare molto di più anche se sono stati fatti passi in avanti con una nuova governance dell'assetto sportivo e con lo sport nella Costituzione. È un discorso annoso ma per le scuole si fa molto poco. Lo sport deve diventare un diritto: dai bambini a chi ha 99 anni, gratuito e fruibile per tutti. È un grande obiettivo per una società come la nostra''.
In Physical ne rimane solo uno e vince 100 mila euro, se li vincesse Jury Chechi? ''Non dico come è andata, ma non mentirò e dico che abbiamo avuto un cachet per partecipare. Mi sono divertito tantissimo ma è anche lavoro, per questo se dovessi vincere darei tutto in beneficienza. Credo sia una cosa giusta e doverosa. Avrei diverse idee su come usarli''.
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