PunchNELFUND moves to stop students collecting loans while parents pay feesESPN DeportesCheco Pérez: Nunca tuve la oportunidad de ser campeón de F1ESPNKarabell's flex and superflex rankings for Week 8Bollywood HungamaEXCLUSIVE: Bombay High Court sets aside IMPPA’s award against Nikhil Dwivedi’s Saffron MagicworksThe Jerusalem PostUS moves Patriot missile defense system from Texas to Israel ahead of possible Iran strike - reportInquirerMans Carpio’s spox to Philip Lustre: Don’t play the victimZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioIl Fatto Quotidiano“Un’eternità di terrore”: i tre fratelli “re del mattone” che drogavano e stupravano le donne nelle ville da sogno condannati a 30 anni a testa. Il giudice: “Mostruosi”NOS EconomieRechter geeft Booking gelijk, personeel moet verplicht vaker naar kantoortazGestresst beim Friseur: Krasse LeuteRai NewsDIRETTA - Spagna, scontro tra treni: precipitano vagoni, decine di morti e centinaia di feritiDeadlineRóisín Burns, Bernhard Wenger, Mikko Myllylahti & Benedikt Erlingsson Set For Les Arcs Coproduction Village
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, October 28, 2026

Gli U2, l’intelligenza artificiale e nove domande a cui non so rispondere

Translate

Gli U2, l’intelligenza artificiale e nove domande a cui non so rispondere

Icona dei commenti Commenti

In vista dell’uscita di Carnaval De Luz, il nuovo album degli U2, annunciato per il 13 novembre, riaffiora un luogo comune tra i fan della prima ora: Bono e soci non azzeccherebbero un disco dai tempi di Achtung Baby. Ingeneroso verso Zooropa e persino verso Pop, che aveva ancora parecchio da dire. Da allora, però, i quattro di Dublino sembrano finiti nelle sabbie mobili. E ogni volta che pubblicano un album, invece di tirarsene fuori, sprofondano ancora un po’. Di dischi, dopo Pop, ne hanno pubblicati diversi. E ormai, da quelle sabbie mobili, spunta soltanto la testa di Bono. Un altro passo falso e rimarrà fuori soltanto il ciuffo.

Qualche giorno fa, scorrendo distrattamente TikTok, mi sono imbattuto in un video accompagnato dalle note di The Greatest Show On Earth, il terzo singolo del nuovo album. Conoscevo già la canzone, ascoltata senza particolare entusiasmo. Eppure, qualcosa mi ha fatto interrompere lo scorrimento. Il titolo era lo stesso, ma il pezzo era diverso. E decisamente migliore. Il suono richiamava Bullet the Blue Sky, tra i capolavori di The Joshua Tree (1987). Più che nella melodia, la somiglianza stava nel linguaggio musicale: la chitarra di The Edge carica di tensione, una sezione ritmica misurata e quelle atmosfere bucoliche, tra spazi e sospensioni, tipiche del suono degli U2 sul finire degli anni Ottanta. E poi c’è Bono. Quando trova la tonalità giusta, torna a essere inconfondibile, capace di passare dalla forza alla fragilità con una naturalezza disarmante. Questa versione restituisce agli U2 tutta la forza che hanno perduto.

Ma da dove salta fuori? Il confronto con il singolo ufficiale, disponibile su Spotify, non lascia dubbi: non si tratta di un semplice arrangiamento alternativo. È proprio un’altra canzone. Un remix? Una registrazione inedita? Nei commenti su TikTok si fa strada l’ipotesi dell’intelligenza artificiale.

Non è chiaro chi abbia realizzato questa versione, né quali strumenti siano stati utilizzati. Vista la complessità della rielaborazione, è plausibile che si sia avvalso dell’intelligenza artificiale. Intanto, sul noto social, il brano viene utilizzato in numerosi video e raccoglie un entusiasmo sorprendente. A giudicare dai commenti, molti ascoltatori lo ritengono migliore dell’originale. Chi ha realizzato questa versione dimostra di conoscere a fondo il suono degli U2, tanto da aver immaginato ciò che i quattro di Dublino non riescono più a fare da quasi trent’anni.

Il paradosso è tutto qui: qualcuno, servendosi presumibilmente dell’intelligenza artificiale, è riuscito a far suonare gli U2 meglio degli U2 stessi. E proprio su un brano in cui è presente Brian Eno ai sintetizzatori; colui che ha contribuito in maniera determinante a definire il loro suono. Viene quasi da pensare che, una volta ascoltata, persino il gruppo preferirebbe questa rielaborazione alla propria. Magari senza ammetterlo.

Naturalmente, l’IA applicata alla musica pone questioni enormi, a partire dal diritto d’autore e dal consenso degli artisti. La qualità del risultato non basta a ignorarle. Ma sarebbe altrettanto superficiale negare le possibilità creative di questi strumenti. Il caso degli U2 mette in luce anche una contraddizione: per anni abbiamo chiesto agli artisti di non ripetersi. Oggi, almeno nel caso di certe band, desideriamo il contrario. Non ci aspettiamo più qualcosa di nuovo. Ci basterebbe sentirle suonare come un tempo. Se Bono e compagni pubblicassero una canzone con anche soltanto una parte della tensione di Bullet the Blue Sky, probabilmente grideremmo al miracolo.

Una considerazione personale, infine. Quella versione mi è piaciuta prima ancora che sapessi della sua possibile origine artificiale. La scoperta non ha cancellato l’emozione dell’ascolto. E non ha risolto nessuna delle domande che mi porto dietro e che ora vi pongo.

Prima, però, ti invito ad ascoltare entrambe le versioni, quella ufficiale e quella alternativa che circola su TikTok. Così potrai farti un’idea senza doverti fidare della mia. Intanto, giovedì 29 ottobre dovrebbero essere annunciate le date europee del prossimo tour.

Nove domande, nove

1. Se una canzone emoziona, conta chi l’ha creata?
2. Potremo un giorno associare il concetto di talento all’intelligenza artificiale?
3. Può essere considerato artista chi si avvale dell’IA?
4. E se l’IA conoscesse un artista meglio dell’artista stesso?
5. Può esistere un capolavoro che il suo autore non ha mai immaginato?
6. E se l’IA finisse per influenzare le scelte musicali degli artisti stessi?
7. L’intelligenza artificiale rappresenta una minaccia o un’opportunità per la creatività musicale?
8. Vogliamo artisti che si evolvono o che tornano a essere quelli di un tempo?
9. E se un giorno preferissimo ascoltare la versione artificiale di un artista anziché quella originale?

Come sempre, chiudo con una connessione musicale: una playlist dedicata, disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify. Il link lo trovate qui sotto. Se avete voglia di rispondere alle mie nove domande, aggiungere qualcosa o contestare quanto avete letto, vi aspetto nei commenti o, ancora meglio, sulla mia pagina Facebook pubblica. È lì che questo blog continua la sua corsa.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.