Usa, è caccia alla spia: test della verità per i vertici militari dopo fuga di notizie

La fuga di notizie sulla carenza di armi e munizioni ha mandato su tutte le furie Donald Trump e scatenato una caccia alla 'spia' all'interno del Pentagono. In un'operazione senza precedenti, almeno 50 militari di alto rango sono stati sottoposti al test della verità per accertare se avessero o meno diffuso informazioni riservate alla stampa.
Pete Hegseth in Arlington Virginia,26082026 (afp)
Gli accertamenti a tappeto si sono svolti ad agosto, quanto hanno iniziato a rimbalzare le indiscrezioni sui pochi Patriot a disposizione degli Stati Uniti a causa della guerra in Iran. Nel giro di pochi giorni è apparso chiaro che a mancare non erano solo gli intercettori ma anche un lungo elenco di altre armi e munizioni. I rumors hanno mandato su tutte le furie il commander-in-chief, che ha bollato come "traditori" i media che lo criticavano per l'Iran e la carenza di armi. Il Pentagono di Pete Hegseth ha reagito prontamente alla frustrazione di Trump e ha deciso di scovare la talpa fra il ristretto gruppo di persone che sapeva che le armi iniziavano a mancare.
Il sistema d'arma Patriot (Nella foto, l'impianto di lancio missilistico della Nato a Chania, Grecia) (Ap)
Sottoposte almeno 50 persone
Al test del poligrafo sono state sottoposte almeno 50 persone, inclusi funzionari del Us Central Command e comandanti di unità di combattimento. "Non commentiamo l'inchiesta ma prendiamo ogni fuga di notizie riservate in modo serio e indaghiamo. Proteggere le informazioni riservate è fondamentale per la sicurezza degli Stati Uniti e delle nostre truppe", si è limitato a dire il portavoce del Pentagono Sean Parnell, fedelissimo che Hegseth vorrebbe come segretario all'Esercito.
Pugno duro di Hegseth contro le fughe di notizie
L'ampiezza dell'indagine avviata dal Pentagono non ha precedenti: mai infatti nella storia moderna il test della verità è stato infatti effettuato sui vertici militari. L'inchiesta conferma il pugno duro di Hegseth contro le fughe di notizie e i media e rivela - osserva il New York Times - la crescente "paranoia" e atmosfera di mancanza di fiducia all'interno del Dipartimento della Difesa.
Non tollerando critiche, Hegseth da mesi conduce una battaglia a tutto campo contro la copertura mediatica negativa della guerra in Iran e del suo operato, e si spinto fino a licenziare tre giornalisti della rivista militare Star and Stripes, colpevoli di aver riferito delle condizioni difficili a bordo della Uss Abraham Lincoln dispiegata in Medio Oriente.
Il capo del Pentagono si è reso anche protagonista di una crociata contro la cultura 'woke' che pervade - a suo avviso - il Dipartimento e nel nome della quale ha silurato o bloccato le promozioni di almeno 80 generali e ammiragli e ha lanciato la svolta del testosterone per rendere le truppe ancora più forti.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.