Analisi Cnn: in ripresa i transiti nello Stretto di Hormuz ma ancora al 20% della media pre-guerra

Taranto, Meloni vede Aoun: Italia pronta a facilitare il dialogo
Trump: abbiamo il completo controllo di Hormuz. Iran non è ancora pronto ad accordo giusto
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ai giornalisti che gli iraniani "sarebbero felici di raggiungere un accordo, ma non credo che siano ancora pronti a raggiungere l'accordo giusto".
Secondo il presidente Usa, le opzioni militari del suo Paese nella regione non sono limitate e sta "aspettando di vedere cosa succede. L'Iran non ha soldi, non ha una marina e non ha un'aviazione. Non pagano i loro soldati e poliziotti e hanno un'inflazione del 350%".
Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno il "controllo assoluto" dell'area dello Stretto di Hormuz nell'ambito del blocco, “anche nelle zone interne, in profondità”.
Vertici Idf avvertono il governo: “Cisgiordania sull'orlo dell'escalation”
I vertici delle forze di difesa israeliane stanno avvertendo la leadership politica del Paese che la Cisgiordania è sull'orlo di una violenta escalation, poiché la violenza dei coloni e la crescita di avamposti di insediamento illegali continuano a diffondersi in tutto il territorio. Lo rende noto l'emittente Channel 12, rilanciata dal Times of Israel, citando un rapporto redatto da un "alto funzionario militare" che evidenzia il rischio di mobilitazione dei cittadini palestinesi comuni se gli atti di violenza dei coloni dovessero continuare senza sosta.
Nel rapporto, l'anonimo funzionario suggerisce la necessità di un'azione più energica da parte di Israele per arginare la violenza, e lamenta che alcuni funzionari governativi sostengono i coloni estremisti. "C'è un gruppo qui che vuole il caos", avrebbe detto questo individuo, sottolineando che il "sostegno da parte di una parte della leadership locale e di parti del governo rende difficile l'applicazione della legge. Non è chiaro se ci sia qualcuno che voglia l'applicazione della legge. I comandanti sul campo si sentono soli in questa campagna".
Negli ultimi mesi si sono verificati molestie e attacchi da parte dei coloni israeliani quasi ogni giorno in Cisgiordania, ai danni dei palestinesi e le loro proprietà. Gli arresti in tali incidenti sono rari e i procedimenti giudiziari lo sono ancora di più, sottolinea la testata israeliana, ricordando che i critici del governo accusano le stesse Idf di condonare o addirittura incoraggiare gli attacchi dei coloni. Le truppe vengono regolarmente filmate mentre non intervengono di fronte alla violenza dei coloni.
L'Ue firma appello contro i bandi per l'espansione di Israele in Cisgiordania
Anche la Commissione europea si è unita all'appello multinazionale inizialmente promosso da Francia, Germania, Italia e Regno Unito che esorta le imprese a non partecipare ai bandi di gara, pubblicati dal governo israeliano, per costruzioni nell'ambito del progetto di insediamento E1 in Cisgiordania, che andrebbe a dividere il territorio occupato isolando Gerusalemme Est dal resto della regione.
"La decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di costruzione per il progetto di insediamento E1 è inaccettabile", dichiara la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, via social, ricondividendo il comunicato congiunto. "Ci siamo a lungo opposti a questa mossa", prosegue, sottolineando come essa mini la soluzione a due Stati "dividendo la Cisgiordania e spezzando la continuità territoriale dei Territori palestinesi. Restiamo impegnati per una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati".
Il comunicato originale è stato pubblicato ieri. Oltre all'Ue anche Australia, Austria, Belgio, Grecia, Nuova Zelanda, Spagna e Svezia si sono unite ai firmatari nel corso della giornata di oggi.
Von der Leyen: inaccettabile Israele su Cisgiordania
"La decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione del progetto di insediamento E1 e' inaccettabile. Da tempo ci opponiamo a questo passo. Esso mina la soluzione dei due Stati dividendo la Cisgiordania e interrompendo la continuita' territoriale dei Territori Palestinesi. Rimaniamo impegnati per una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati". Lo scrive la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Axios: “Usa, non sosteniamo l'annessione della Cisgiordania da parte di Israele”
"Come affermato chiaramente dal Presidente" Donald Trump, "gli Stati Uniti non sostengono l'annessione della Cisgiordania da parte di Israele. Una Cisgiordania stabile garantisce la sicurezza di Israele ed è in linea con l'obiettivo di questa Amministrazione di raggiungere la pace nella regione". Lo ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato ad Axios in merito ai bandi del governo israeliano per un nuovo insediamento nell'area E1 in Cisgiordania.
Ankara: “Da Netanyahu meschine tattiche politiche per ottenere vantaggi elettorali”
La presidenza turca ha denunciato "le meschine tattiche politiche di (Benjamin) Netanyahu e dei suoi collaboratori, che mirano a ottenere un vantaggio elettorale". "Il tentativo del governo (israeliano) di Netanyahu di dipingere la Turchia come una nuova minaccia fa parte di questa meschina manovra politica", ha dichiarato la direzione della comunicazione della presidenza turca in una nota pubblicata su X.
Il numero di militari Usa feriti in Iran sale a 756, 18 i morti
Il numero di militari americani segnalati come feriti o uccisi nella guerra contro l'Iran è salito a 774. Lo riferisce il Washington Post citando i dati del Pentagono. Ad oggi, 18 di questi militari sono rimasti uccisi nel conflitto e 756 sono rimasti feriti. I numeri sono stati aggiornati dal dipartimento della Difesa dopo che la tregua con Teheran è scaduta, lunedì. Da allora non si è verificata una ripresa su larga scala delle operazioni di combattimento da nessuna delle due parti.
Insediamenti: la Spagna chiede a Israele di abbandonare progetto E1
La Spagna ha chiesto a Israele di abbandonare i piani per la costruzione di migliaia di unità abitative nell'area di Mevaseret Adumim (E1), in Cisgiordania, che collegherà la città-insediamento israeliana di Ma'ale Adumim con Gerusalemme Est. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri spagnolo.
I leader di Germania, Francia, Italia, Canada, Regno Unito, Paesi Bassi e Norvegia hanno condannato ieri la decisione delle autorità israeliane di aprire nuove gare d'appalto per la realizzazione del progetto E1, che dividerà in due la Cisgiordania del fiume Giordano.
"Il governo spagnolo esorta il governo israeliano a revocare questa decisione, che contravviene al diritto internazionale, e a rispettare i propri obblighi internazionali", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Madrid ha inoltre condannato la decisione israeliana di aprire gare d'appalto per "la costruzione di oltre 1.200 abitazioni negli insediamenti nell'area E1".
Allarme pirati somali in Medio Oriente, due dirottamenti in 4 giorni
In un contesto di crescente instabilità in Medio Oriente, tornano i pirati somali. Gli esperti parlano della più significativa ondata nella regione da oltre un decennio, citando il conflitto che coinvolge l'Iran e altre dinamiche nell'area. Come riferisce il New York Times, le autorità locali hanno spiegato che due navi sono state dirottate nel giro di quattro giorni e almeno sei risultano attualmente sequestrate. L'ultimo obiettivo è la SIBU 1, una petroliera battente bandiera eritrea - ritenuta parte della "flotta ombra" clandestina dell'Iran - che giovedì è stata catturata da sette uomini armati a circa 130 miglia dalle coste dello Yemen e costretta a dirigersi verso le acque somale. Non è chiaro quale sia la sorte dei 20 membri dell'equipaggio, ma la nave ha trasportato regolarmente carburante verso un terminale petrolifero nel porto yemenita di Ras Isa, controllato dalla milizia Houthi sostenuta da Teheran, ha fatto sapere TankerTrackers.com, società che monitora il trasporto marittimo globale di greggio. Pochi giorni prima, un cargo battente bandiera camerunese che trasportava armi e' stato sequestrato al largo della regione somala semiautonoma del Puntland, come riferito da Abshir Hashi Ali, direttore generale del ministero dei Porti nel vicino Stato del Galmudug. La recrudescenza della pirateria avviene in un momento in cui i blocchi navali e i combattimenti lungo rotte commerciali cruciali, tra cui il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz, hanno moltiplicato le occasioni per dirottamenti e richieste di riscatto.
Bin Salman lunedì da Macron; previsti diversi accordi
Il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà lunedì a Parigi il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per colloqui che si concentreranno sulla crisi in Libano, sulla ricostruzione della Siria e sulla nuova architettura di sicurezza regionale, dopo l'accordo di difesa firmato dall'Arabia Saudita con Turchia e Pakistan. Lo hanno riferito fonti dell'Eliseo alla vigilia della visita di due giorni del principe ereditario, che inizierà domenica.
L'incontro bilaterale servira' anche alla firma di diversi "accordi in vari settori", che potrebbero riguardare tra gli altri la cultura e la difesa. Sul Libano, Parigi e Riad condividono "la preoccupazione per la sovranità del Libano e per il sostegno alle sue autorità", hanno spiegato le fonti. Francia e Arabia Saudita avevano lavorato a una conferenza internazionale prevista per marzo, poi rinviata a causa della guerra e delle tensioni regionali. Nelle prossime settimane dovrebbe tenersi "una riunione preparatoria" in vista di un'eventuale nuova conferenza sul Paese.
Meloni incontra Joseph Aoun: “Sostegno dell'Italia alla sovranità del Libano”
"Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Taranto il Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, a margine della cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi del Mediterraneo". Lo rende noto Palazzo Chigi. "Nel corso del colloquio, i due leader hanno discusso della situazione in Libano, dell'andamento dei negoziati con Israele e degli scenari connessi al graduale ritiro di Unifil, previsto nel corso del 2027. Il Presidente Meloni ha ribadito il sostegno dell'Italia alla sovranità e integrità territoriale del Libano e agli sforzi per giungere a una pace giusta e duratura con Israele, confermando la disponibilità a ospitare in Italia ulteriori sessioni negoziali tra le due Nazioni".
Iran, colloquio telefonico tra Araghchi e ministro Esteri Oman su Hormuz e negoziati
Colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri di Iran e Oman. L'agenzia ufficiale dell'Oman, la Ona, riferisce della telefonata tra Abbas Araghchi e Badr Albusaidi incentrata sugli ultimi sviluppi nella regione, con l'obiettivo di "creare le condizioni favorevoli alla ripresa del dialogo e dei negoziati". In cima all'agenda, anche gli "sviluppi che interessano la navigazione nello Stretto di Hormuz".
Australia, Canada e Regno Unito: “Vergognosa la decisione di Israele su Wck a Gaza”
Australia, Canada e Regno Unito condannano la "vergognosa" decisione di Israele di non proseguire le indagini penali sull'attacco dell'aprile 2024 contro un convoglio di World Central Kitchen a Gaza. Lo riporta Al Jazeera.
In una dichiarazione congiunta, i ministeri degli Esteri hanno affermato che l'annuncio della decisione da parte di Israele in occasione della Giornata Mondiale Umanitaria è stato "particolarmente grave", aggiungendo che le famiglie dei sette operatori umanitari uccisi "meritano giustizia e responsabilità".
I governi hanno affermato che l'attacco è solo uno dei "innumerevoli episodi" a Gaza in cui non vi è stata alcuna responsabilità. Hanno esortato Israele a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a garantire che gli operatori umanitari possano operare in sicurezza.
Mandato di arresto a Netanyahu: da Israele dure accuse alla Turchia
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso una dura dichiarazione contro la Turchia e il suo presidente Recep Tayyip Erdogan, in un contesto di crescenti tensioni tra i due Paesi a seguito di un attacco israeliano in Siria e dell'emissione, da parte della Turchia, di un mandato di arresto nei confronti del premier nella giornata di oggi.
"Erdogan adesso cerca di estendere la sua aggressione contro Israele alla Siria. Israele non lo tollererà", ha affermato in un comunicato l'ufficio del primo ministro, nell'ultimo scontro verbale tra i due Paesi dopo l'attacco israeliano a una base aerea siriana, motivato dalle preoccupazioni di Israele riguardo al possibile dispiegamento di truppe turche nella zona.
L'ufficio del premier ha ribadito le precedenti accuse mosse da Israele contro Erdogan, definendolo "un dittatore antisemita che ha massacrato i curdi, ospita terroristi di Hamas, occupa metà di Cipro e mette in carcere un numero record di giornalisti e politici che si oppongono a lui".
La dichiarazione è arrivata poche ore dopo che la Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Netanyahu, nell'ambito di un'indagine sull'intercettazione da parte di Israele di una flottiglia di attivisti diretta a Gaza.
"Il patetico tentativo di Erdogan di intimidire i leader e i soldati di Israele, l'unica vera democrazia del Medio Oriente, non porterà a nulla", ha aggiunto la dichiarazione. In una dichiarazione separata in lingua ebraica, l'ufficio del premier ha affermato che "Israele continuerà ad agire con fermezza contro i tentativi della Turchia di destabilizzare la regione e contro qualsiasi minaccia alla sua sicurezza". Le relazioni tra Turchia e Israele, un tempo strette, sono crollate dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 guidato da Hamas e la successiva guerra a Gaza.
Iran, Aragchi sfida Trump: “Le nuove sanzioni sono destinate a fallire”
"Abbiamo già visto questo film. Stessa storia, bulli diversi". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, torna a sfidare la strategia americana di pressione su Teheran, sostenendo che anche le nuove misure economiche annunciate dagli Stati Uniti sono destinate a fallire.
In un post su X, Araghchi ha ripercorso le diverse campagne di pressione contro l'Iran degli ultimi anni, ricordando le "sanzioni più paralizzanti della storia" annunciate 14 anni fa dall'allora presidente Barack Obama, la politica di "massima pressione" di otto anni fa e l'ultimatum per la "resa incondizionata" di cinque anni fa.
Tutte campagne "fallite", ha scritto il ministro, prima di aggiungere che anche oggi, di fronte a quella che è stata definita da Donald Trump "la più devastante operazione economica di sempre" contro la Repubblica islamica, l'esito sarà lo stesso: "E' destinata a fallire".
Otto Stati arabo-islamici condannano piano di insediamenti E1 di Israele
I ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Turchia, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano la continua espansione degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, con particolare attenzione al progetto di insediamento E1 a est di Gerusalemme Est.
I ministri hanno descritto il progetto E1 come una "pericolosa escalation" che favorirebbe l'espansione degli insediamenti e l'annessione, minerebbe la continuità territoriale dei territori palestinesi occupati e minaccerebbe la fattibilità di uno Stato palestinese indipendente basato sui confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale.
La dichiarazione condanna anche le violenze perpetrate dai coloni israeliani contro i palestinesi e le loro proprietà, sostenendo che tali atti siano stati compiuti con il sostegno delle autorità israeliane e che tali azioni violano il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.
I ministri hanno affermato che il piano E1 mette in discussione gli sforzi internazionali in corso per raggiungere la pace, citando l'iniziativa di pace globale del presidente statunitense Donald Trump, che include il rifiuto dell'annessione e degli sfollamenti forzati, i meccanismi di attuazione previsti dal piano e l'impegno dichiarato di Trump a non consentire l'annessione della Cisgiordania. Riaffermando il sostegno alla soluzione dei due Stati, i ministri hanno dichiarato che essa rimane l'unica via percorribile verso una pace giusta, globale e duratura, in conformità con il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.
Caso Flotilla e mandato d'arresto turco. Netanyahu: Erdogan dittatore antisemita, non ci faremo intimidire
''Erdogan è un dittatore antisemita che ha massacrato i curdi, dà rifugio ai terroristi di Hamas, occupa metà di Cipro e imprigiona un numero record di giornalisti e oppositori politici. Ora sta cercando di estendere in Siria la sua aggressione contro Israele. Israele non lo tollererà. Il patetico tentativo di Erdogan di intimidire i leader e i soldati di Israele, l'unica vera democrazia in Medio Oriente, non avrà successo''. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota dopo che oggi il ministro della giustizia turco ha annunciato un mandato di cattura nei suoi confronti.
Netanyahu e nave Flotilla (Rainews)
Turchia emette mandato d'arresto per Netanyahu per il caso Flotilla: "Rotta l'impunità"
(di Antonella Alba) La Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu per il caso della Flotilla per Gaza. Lo annuncia il governo di Ankara.
Netanyahu è accusato da Ankara di "genocidio" nell'ambito dell'intercettazione avvenuta in acque internazionali della spedizione navale con aiuti umanitari per Gaza. Lo rende noto Il ministro della Giustizia turco Akin Gurlek.
Le accuse comprendono crimini contro l'umanità, genocidio, privazione aggravata della libertà personale, lesioni intenzionali, tortura, danneggiamento di proprietà, rapina aggravata e dirottamento di mezzi di trasporto. La Turchia - secondo Gurlek - respinge quella che ha definito la convinzione secondo cui il governo Netanyahu sarebbe immune da qualsiasi forma di responsabilità per le proprie politiche nella Striscia di Gaza..
Il progetto E1 che spacca in due la Cisgiordania rischia di essere realizzato
Cisgiordania: morto 17enne ferito a colpi di arma da fuoco da coloni
Il 17enne palestinese Karim Sanad Shalaldeh è morto per le ferite riportate nell'attacco subito da coloni armati a Sa'ir, a nord-est di Hebron avvenuto questa mattina.
Lo ha reso noto il ministero della Sanità palestinese.
Fonti locali avevano riferito all'agenzia di stampa Wafa dell'attacco condotto da coloni armati contro le abitazioni presenti nella zona di Khirbet Hamroush, alla periferia di Sa'ir, aprendo il fuoco contro i residenti. Il 17enne è stato colpito al petto e le sue condizioni erano state definite critiche.
Una seconda persona, un uomo di 70 anni, è rimasta ferita nell'attacco che ha visto i coloni anche dare alle fiamme un'abitazione.
Le rotte alternativa attraverso lo stretto (ISPI)
Gaza, Hamas: "Pienamente impegnati" a rispettare piano di pace di Trump
Hamas rimane "pienamente impegnato" a rispettare il piano di pace del presidente americano Donald Trump per la Striscia di Gaza, per "risolvere questo conflitto, per offrire ai palestinesi la possibilità di una vita dignitosa, e per procedere poi nel percorso politico per garantire uno Stato palestinese indipendente e sovrano, dopo aver ricostruito" l'enclave palestinese. Lo ha detto un alto funzionario del gruppo palestinese, Basem Naim, sottolineando in un'intervista alla Cnn che "questo è quello che (l'inviato Usa Jared, ndr) Kushner ha accettato a chiare lettere" anche nel corso del recente incontro avuto con Hamas in Egitto.
Idf, nel raid di mercoledì a Nuseirat ucciso comandante Hamas che aveva rapito ostaggi
Il portavoce dell'Idf riferisce che mercoledì l'esercito ha attaccato nell'area di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, uccidendo ''Sabahi Sami Mahmoud Shahata, comandante di plotone dell'ala militare di Hamas, che si era infiltrato in territorio israeliano e aveva partecipato al massacro del 7 ottobre, prendendo parte al sequestro di numerosi ostaggi, e continuava a programmare attacchi contro le truppe israeliane''.
Israele chiude inchiesta su attacco a Wck, Polonia convoca ambasciatore
Il ministero degli Esteri polacco ha annunciato di avere convocato l'ambasciatore israeliano a seguito della chiusura dell'inchiesta sull'attacco del 2024 contro un convoglio umanitario nella Striscia di Gaza.
Il 1° aprile 2024, un attacco missilistico israeliano contro un convoglio umanitario nella Striscia di Gaza ha causato la morte di sette persone, tra cui il cittadino polacco Damian Sobol.
"Il ministero degli Esteri polacco è profondamente deluso nell'apprendere che le autorità militari israeliane hanno chiuso l'inchiesta sul bombardamento di un convoglio di volontari dell'organizzazione umanitaria World Central Kitchen, avvenuto il 1° aprile 2024 nella Striscia di Gaza e che ha provocato la morte del cittadino polacco Damian Sobol. In relazione a questa decisione, l'ambasciatore israeliano a Varsavia è stato convocato presso il ministero", si legge nella dichiarazione.
La parte polacca ha espresso una valutazione critica delle azioni intraprese finora per determinare le cause e le circostanze della tragedia.
Libano, intensi bombardamenti israeliani ad Ali Taher e a Mansouri
Ancora attacchi israeliani contro le alture di Ali al-Taher e la città di Mansouri, nel sud del Libano.
Secondo quanto riportato da L'Orient Le Jour, il fuoco dell'artiglieria israeliana ad Ali Taher, nella regione di Nabatieh, è iniziato dopo le 23 ed è andato avanti fino all'alba, mentre droni israeliani hanno sorvolato la zona per tutto il tempo. Testimoni hanno riferito al quotidiano di attacchi "particolarmente intensi" contro le alture dove, secondo Israele, Hezbollah avrebbe installazioni militari strategiche. Colpito anche un villaggio alla periferia di Ali Taher, Dohat Kfarremane, finito da giorni nel mirino.
Cisgiordania, 2 palestinesi feriti da colpi d'arma da fuoco di coloni
Due uomini palestinesi sono stati feriti, uno in modo grave, da colpi d'arma da fuoco sparati da coloni israeliani a Khirbet Hamroush, villaggio palestinese nei pressi della cittadina di Sa'ir, a nord-est di Hebron, nel sud della Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa.
Channel 11 riporta che le forze dell'Idf si stanno recando sul luogo.
Pechino: sanzioni e pressioni Usa non risolvono la questione
"Le sanzioni e le pressioni non favoriscono la risoluzione della questione. La Cina esorta le parti interessate ad agire in modo responsabile e a cercare una soluzione attraverso mezzi politici e diplomatici". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, rispondendo a una richiesta di commento sul fatto che gli Stati Uniti abbiano minacciato di lanciare una guerra economica totale contro l’Iran. Lo riporta il Global Times.
Trump, li abbiamo annientati militarmente, Teheran non avrà arma nucleare
"Stiamo andando molto bene con l'Iran". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista radiofonica a Michael Coen, suo ex avvocato. "La marina non c'è più, l'aeronautica non c'è più, la leadership non c'è più", ha aggiunto il tycoon sottolineando che la perdita dei leader iraniani ha anche complicato la diplomazia perché "nessuno sa chi sia al comando". "L'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare. È molto semplice", ha rimarcato l'inquilino della Casa Bianca. "Li abbiamo annientati militarmente", ha detto ancora Trump, pur ammettendo che Teheran possiede ancora missili e droni. Il presidente Usa ha, quindi, affermato che avrebbe preso la stessa decisione "cento volte" perché, a suo avviso, l'Iran "non può avere un'arma nucleare e non l'avrà".
Idf uccide un uomo a Jenin, "era un terrorista"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco un uomo, definito come un "terrorista", nella citta' palestinese di Jenin, nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata), dopo che avrebbe tentato di aggredire un loro soldato. "Durante un'operazione dell'IDF nell'area di Jenin, un terrorista armato di coltello ha tentato di accoltellare un soldato. I soldati hanno risposto sparando al terrorista e uccidendolo", ha dichiarato l'esercito israeliano in un messaggio diffuso sul suo canale Telegram. Le forze israeliane hanno aggiunto che non si sono registrati feriti tra i loro soldati. Nel frattempo, l'agenzia di stampa palestinese Wafa ha riportato che un ragazzo di 14 anni e' rimasto ferito a Jenin in seguito a un'"incursione" delle Forze Armate Israeliane, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa Palestinese, che ha dichiarato all'agenzia che l'adolescente ha riportato "ferite da arma da fuoco al petto" ed e' stato trasportato in ospedale. L'annuncio delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) giunge poche ore dopo che, giovedi', milizie di coloni israeliani hanno ferito almeno sei palestinesi - alcuni con coltelli - in un villaggio della Cisgiordania occupata vicino a Ramallah, secondo quanto riportato dalla Mezzaluna Rossa Palestinese.
"Abbiamo spazzato via l'Iran": l'affondo di Trump nell'intervista con l'ex nemico Cohen
In una sorprendente intervista telefonica concessa al suo ex avvocato e grande accusatore Michael Cohen — figura chiave nel processo sui pagamenti alla pornostar Stormy Daniels — il presidente statunitense Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni pesantissime sulle capacità militari di Teheran. Trump ha affermato con fermezza che gli Stati Uniti hanno sostanzialmente "spazzato via l'Iran", sostenendo che, pur disponendo ancora di alcuni missili e droni, la sua capacità produttiva è ormai del tutto limitata. Il tycoon ha poi alzato ulteriormente la posta sul piano strategico, dichiarando che le forze americane controllano sostanzialmente lo Stretto di Hormuz e che ne otterranno il pieno e completo controllo a breve.
Per una panoramica storica sui procedimenti e sulle registrazioni relative all'ex legale del presidente, puoi guardare questo approfondimento video sulle dichiarazioni di Michael Cohen nel processo Trump. Questo contenuto ripercorre il contesto giudiziario e le testimonianze che hanno segnato il turbolento rapporto tra il tycoon e il suo ex avvocato.
IL PUNTO - Scontro sugli insediamenti nel corridoio E1: scontro tra Londra e Israele, condanna da Francia, Germania e Italia
È scontro aperto tra il Regno Unito e Israele sui piani di espansione degli insediamenti ebraici nel distretto strategico E1, situato tra Ma'aleh Adumim e Gerusalemme. La polemica si è accesa dopo le dure parole del Ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, che ha definito l'iniziativa "inaccettabile, distruttiva e pericolosa per la soluzione dei due Stati". Alle critiche di Londra si è affiancata una dichiarazione congiunta firmata da Francia, Germania, Italia e Regno Unito, in cui i quattro Paesi europei chiedono con fermezza al governo israeliano di fermare la pubblicazione dei bandi di gara, evidenziando come il progetto E1 rischi di spezzare la continuità territoriale della Cisgiordania e di compromettere definitivamente la nascita di uno Stato palestinese.
La replica di Tel Aviv non si è fatta attendere. Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha respinto categoricamente le accuse, bollando il tono di Miliband come "paternalistico" e ricordando che le decisioni sullo sviluppo dell'area risalgono al 2025. Sa'ar ha inoltre attaccato la Gran Bretagna accusandola di fare la predica al popolo ebraico mentre continua a controllare territori coloniali a migliaia di chilometri dalle proprie coste, attribuendo le colpe unicamente a Israele ed ignorando l'estremismo palestinese.
Il progetto in questione, concepito originariamente negli anni '90 e a lungo congelato per le pressioni internazionali, ha subito un'accelerazione con l'annuncio del sindaco di Ma'aleh Adumim, Guy Yifrach, circa l'avvio della costruzione delle prime 1.400 unità abitative. I piani approvati nell'agosto 2025 prevedono in totale 3.412 nuove abitazioni su un'area di 12 chilometri quadrati, un intervento che porterebbe circa 12.000 nuovi residenti e che già la scorsa estate il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich aveva definito come il "colpo di grazia" per le aspirazioni statali palestinesi, suscitando forti preoccupazioni anche da parte dell'Alto rappresentante dell'UE Kaja Kallas.
Mentre la pressione diplomatica internazionale aumenta, la battaglia si sposta anche sul piano legale interno. Un cartello di organizzazioni per i diritti umani e di comunità palestinesi ha infatti presentato ricorso al Tribunale distrettuale di Gerusalemme per chiedere un'ingiunzione provvisoria che blocchi e congeli la prima gara d'appalto nell'area strategica che collega il nord e il sud della Cisgiordania.
L'israeliana Channel 13 riporta che l'Unione Europea sta preparando un pacchetto di sanzioni contro Israele in caso andasse avanti con il progetto di insediamenti
Secondo quanto riportato dalla tv israeliana Canale 13, l'Unione Europea sta preparando un pacchetto di sanzioni contro Israele qualora Tel Aviv dovesse portare avanti il suo progetto di costruzione di un grande insediamento nella zona E1 della Cisgiordania. La rete televisiva riferisce, citando due diplomatici occidentali, che l'UE ha elaborato un elenco di sanzioni iniziali da imporre qualora i lavori di costruzione avessero inizio, sanzioni a cui gli Stati Uniti non si oppongono. Si dice che il piano preveda l'etichettatura dei prodotti provenienti da Israele, non solo dagli insediamenti in Cisgiordania, nonchè la riduzione delle collaborazioni accademiche e l'interruzione di alcune collaborazioni in materia di sicurezza e diplomatiche. L'ampliamento della E1 collega le aree di Gerusalemme e Ma'ale Adumim, vanificando di fatto la prospettiva di una presenza palestinese contigua tra i centri abitati di Betlemme, Gerusalemme Est e Ramallah, da tempo considerata la base per uno Stato palestinese. Il progetto e' rimasto bloccato per lunghi anni a causa della forte opposizione della comunità internazionale, comprese le precedenti amministrazioni statunitensi, che temevano che la costruzione di un nuovo quartiere di insediamenti su un'area in gran parte disabitata avrebbe precluso la creazione di uno Stato palestinese contiguo e vitale. Le unità abitative oggetto della gara d'appalto sono alcune delle circa 3.400 unità abitative E1 che hanno ricevuto il via libera nell'agosto del 2025. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich all'epoca elogiò il piano di espansione E1, affermando che "cancella praticamente l'illusione dei due Stati" dividendo il territorio che sarebbe stato destinato a uno Stato palestinese.
L'amministrazione Trump intende impedire per il secondo anno consecutivo al presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas
L'amministrazione Trump intende impedire per il secondo anno consecutivo al presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, di recarsi a New York il mese prossimo per intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce il Times of Israel, citando un funzionario statunitense. Già nell'agosto dello scorso anno il Dipartimento di Stato aveva negato o revocato i visti a esponenti dell'Autorità palestinese e dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), compreso Abbas, che aveva poi partecipato all'Assemblea generale in collegamento video. Washington aveva motivato la decisione accusando l'Autorità palestinese di "non rispettare i propri impegni" e di "compromettere le prospettive di pace". La misura era arrivata mentre Francia e Arabia Saudita spingevano per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per rilanciare la soluzione dei due Stati, iniziativa contestata da Israele.
Dichiarazione congiunta dei leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito su insediamenti in Cisgiordania (@10DowningStreet d)
Bessent (X @clashreport)
Bessent lunedì spiegheremo cosa faremo per l'Iran, faremo collassare il regime - 20 agosto 2026 (AFP)
Aoun al Papa: grazie per sostegno a ritiro Israele
Il presidente libanese, Joseph Aoun, oggi in Vaticano, "ha esortato il Papa e i funzionari del Vaticano a proseguire gli sforzi diplomatici in tutti i forum internazionali per soddisfare le richieste libanesi, prima fra tutte l'obbligo per Israele di attuare le disposizioni dell'accordo quadro, firmato sotto l'egida degli Stati Uniti d'America il 26 giugno dello scorso anno, e la cessazione delle aggressioni quotidiane che prendono di mira in particolare i civili, le infrastrutture, le strutture civili e i villaggi nel sud del Paese". Lo ha scritto la presidenza libanese su X.
Aoun, che ha donato al Santo Padre un busto del Beato Patriarca Elias al-Huwayyik, che include le sue reliquie, ha inoltre chiesto al Santo Padre e alla Sede Apostolica "di sostenere il Libano nel raggiungimento del completo ritiro israeliano dai territori libanesi occupati, aprendo la strada alla ricostruzione di cio' che Israele ha distrutto e al ritorno degli sfollati alle loro terre e ai loro villaggi. Il presidente ha affermato che questi passi devono coincidere con l'estensione dell'autorita' dello Stato libanese su tutti i suoi territori e con il monopolio delle decisioni di guerra e di pace nelle sue mani, quale unica via per raggiungere la sicurezza e la stabilita' lungo i confini".
Il presidente libanese ha rinnovato il suo ringraziamento a Papa Leone XIV "per tutti gli sforzi profusi a sostegno del Libano nel raggiungimento delle sue richieste di porre fine all'occupazione e alle aggressioni israeliane sul suo territorio", scrive la presidenza libanese in un post su X. Aoun, in Vaticano per l'udienza con il Pontefice, lo ha anche esortato "a continuare a sostenere tali richieste, prima fra tutte l'obbligo per Israele di attuare le disposizioni dell'accordo quadro, la cessazione immediata delle aggressioni contro i villaggi e le infrastrutture del sud e contro i civili, e il ritiro dalle aree occupate".
Le dichiarazioni di Aoun sono state rilasciate durante l'incontro il Papa, seguito da quelli con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e il ministro degli Affari Esteri Richard Gallagher.
Aoun è giunto alle 9 e 30 in Piazza San Damaso in Vaticano, dove è stato accolto dal capo delle Cerimonie Xavier Fernandez Gonzalez, che lo ha accompagnato, insieme alla Guardia Pontificia, all'ufficio di Sua Santita' il Papa. Qui ha avuto un incontro privato di mezz'ora, seguito dall'incontro del Presidente Aoun con il Segretario di Stato vaticano e il Ministro degli Affari Esteri vaticano, durante il quale li ha informati sugli ultimi sviluppi in Libano e sulle ripetute aggressioni israeliane contro villaggi, infrastrutture e civili libanesi.
Durante i due incontri, si legge ancora su X, Aoun ha ringraziato la Santa Sede per tutti gli sforzi profusi a sostegno del Libano sin dall'ultima visita del Sommo Pontefice. Ha poi illustrato gli sviluppi politici, economici e di vitale importanza che il Libano ha attraversato di recente.
Papa Leone XIV con il presidente libanese Aoun - 20 agosto 2026 (afp)
Il Financial Times: se Trump ordina escalation Iran valuta attacco a basi Usa in Europa
(di Antonella Alba)Teheran ha preso in considerazione la possibilità di attaccare obiettivi militari americani in Europa qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di intensificare il conflitto. E' quanto riporta oggi il Financial Times citando "due fonti interne al regime", secondo cui sarebbero stati valutati obiettivi in Bulgaria e a Cipro. E non solo.
La Bulgaria, ricorda il quotidiano britannico, il mese scorso ha autorizzato l'utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo degli aerei statunitensi. Una delle fonti ha aggiunto che anche Cipro - dove una base aerea britannica è stata colpita da un drone lo scorso marzo - è tra i potenziali obiettivi di rappresaglia in caso di una nuova offensiva statunitense.
Le stesse fonti hanno indicato che le forze iraniane hanno anche valutato la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz qualora il conflitto dovesse intensificarsi. "Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l'Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo le sue azioni oltre la regione e colpendo anche l'Europa", ha dichiarato la seconda fonte.
In realtà le fonti hanno ricordato come anche l'attacco lanciato il mese scorso contro una base Usa in Giordania - in cui sono rimasti uccisi tre soldati americani - sia stato l'attacco a lungo raggio più preciso mai condotto dalle forze iraniane: "un messaggio chiaro all'Europa: può ricevere missili, quindi deve sapere quale posizione deve assumere in questa guerra", ha dichiarato la prima fonte…CONTINUA A LEGGERE QUI
Una donna passa davanti a uno striscione raffigurante il lancio di missili con l'emblema della Repubblica islamica dell'Iran nel centro di Teheran (afp)
Stretto di Hormuz (ipa)
Nuovo video shock di Ben-Gvir: mostra il cantiere della forca per i palestinesi
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video in cui mostra il cantiere del patibolo sul quale, sostiene, saranno impiccati i terroristi palestinesi. Nel video, che sta circolando sui social, il ministro dell'ultradestra afferma inoltre che nella struttura ci saranno dei punti da cui si potrà assistere alle esecuzioni capitali "come negli Stati Uniti".
"Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi - afferma Ben-Gvir di fronte a un cantiere - Ci sarà una forca per l'impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Usa. Stiamo mantenendo la promessa fatta, c'era chi la sottovalutava, c'era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma, la struttura è in costruzione".
L'Iran minaccia le basi americane in Europa (Video)
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