Matteo Franzoso, la denuncia dei genitori: “Il suo ricordo è finito nella piena omertà di tutti”. Poi l’attacco alla federazione: “Ci hanno cancellati”
“In un anno è rimasto tutto fermo, non si è fatto un solo passo avanti per accertare le responsabilità per quanto successo. Noi non ci rassegniamo al dolore e all’ingiustizia, ma ci uccide due volte il silenzio del mondo dello sci, quello in cui Matteo è cresciuto”. Sono dense di rammarico le parole con cui Marcello Franzoso, padre di Matteo, intervistato assieme alla moglie da Repubblica a un anno dalla scomparsa del figlio, racconta la solitudine della famiglia in questi ultimi 12 mesi. Durante un allenamento a La Parva, in Cile, sulle nevi delle Ande, il giovane sciatore di 25enne aveva subito una bruttissima caduta che lo aveva portato a sbattere violentemente contro una staccionata posizionata 6-7 metri fuori dal tracciato. Dopo il coma farmacologico, i medici non erano riusciti a salvarlo.
Dalle parole dei genitori emerge un certo rancore verso la federazione che lo ha sportivamente cresciuto e adesso, a detto loro, ha abbandonato la famiglia: “La Federazione ci ha cancellato, in 12 mesi non ci hanno più scritto né coinvolto, è allucinante. Il ricordo di Matteo, nel mondo per cui ha dato tutto e su cui ha investito tutto, è finito nella piena omertà di tutti“. E poi ancora: “È un anno che pensiamo a dove diavolo abbiamo infilato nostro figlio, in che brutto mondo l’abbiamo mandato a crescere”. Qui il riferimento va alle polemiche sollevate dal padre di Matteo che aveva denunciato una serie di insulti omofobi rivolti al figlio da parte del direttore tecnico della Nazionale di sci Massimo Carca. In particolare, l’espressione incriminata rivolta al giovane sciatore sarebbe stata “frocetto di Sestriere“. Carca, di fronte all’accusa, ha preso le distanze dalle parole di Marcello Franzoso e ha preferito non esprimersi a riguardo nel “rispetto del dolore della famiglia”.
I genitori, infine, sono tornati a parlare della questione sicurezza. Al funerale di Matteo Franzoso un gruppo di ex sciatori aveva chiesto maggiore sicurezza per gli atleti, ricordando anche che un anno prima di Matteo aveva perso la vita in circostanze simili un’altra giovane sciatrice, Matilde Lorenzi. Ma per Marcello e Olga Franzoso è stata persa una grande occasione: “Matteo aveva lasciato loro una possibilità, lo spazio per poter prendere coscienza delle leggi sempre più pericolose di questo sport, e alzare la voce tutti insieme, per primi i campioni che si possono permettere tutto. E invece. Uno di loro è morto sulla pista dove si allenano tutti, e non trovano la forza di mettersi insieme a chiedere più attenzioni e sicurezza?”
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