Romania, fermato e interrogato l’ex candidato alle Presidenziali Călin Georgescu: è accusato di truffa e associazione a delinquere
Nuovi guai giudiziari per Călin Georgescu. L’ex candidato alle Presidenziali rumene del 2024, escluso dalle elezioni dalla Corte Costituzionale dopo aver vinto al primo turno, è stato fermato e poi rilasciato lunedì dalla polizia e dalla Direzione per l’indagine sulla criminalità organizzata e il terrorismo (DIICOT). Il politico accusato di legami con la Russia di Vladimir Putin è stato interrogato in merito a sospette frodi e alla costituzione di un’organizzazione criminale.
Niente a che vedere con le precedenti indagini a suo carico, iniziate nel febbraio 2025, nelle quali è accusato, tra le altre cose, di istigazione ad azioni contro l’ordine costituzionale, costituzione di un’organizzazione fascista, razzista e omofobica, promozione pubblica del culto di persone colpevoli di genocidio e crimini di guerra e costituzione di un’organizzazione a carattere antisemita. Secondo chi indaga, questa volta Georgescu, insieme ad altre due persone, ha raggirato un uomo d’affari romeno facendogli credere di poter ottenere fino a 15 milioni di euro di finanziamenti da banche estere in cambio di denaro contante. La polizia aggiunge che l’uomo d’affari è stato convinto a versare al gruppo 1,1 milioni di euro, convinto di avere a che fare con imprenditori e dirigenti di società straniere con a disposizione ingenti somme di denaro da concedere in prestito a chi vuole espandere le proprie attività in Romania.
L’arresto dell’ex candidato alle Presidenziali, però, non ha lasciato indifferente una parte dell’opinione pubblica. Suoi sostenitori si sono radunati all’esterno della sede centrale del DIICOT durante l’interrogatorio, intonando slogan come “libertà per Călin“. Sulla questione è intervenuto anche il capo dell’opposizione, George Simion, presidente dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), che non ha preso le distanze da Georgescu nemmeno dopo la comparsa di trascrizioni in cui l’ex candidato presidente affermava che la sua missione era quella di “smascherare l’intero sistema, incluso George Simion”. “Non riuscirete a ingannare o sconfiggere il popolo rumeno!”, ha scritto il leader dell’AUR su Facebook. Il tribunale, nel frattempo, aveva respinto la richiesta dei procuratori di arrestare Georgescu e ha deciso di sottoporlo a controllo giudiziario.
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