La Banca centrale olandese sposta 86 tonnellate d’oro da USA e Canada a Londra: “Dobbiamo essere pronti a crisi geopolitiche”
La Banca centrale olandese (Dnb) ha spostato 86 tonnellate di oro dagli Stati Uniti e dal Canada verso il Regno Unito. A comunicarlo è lo stesso istituto che sottolinea come la misura sia volta a “migliorare la liquidità e negoziabilità delle sue riserve” e rafforzare così la capacità di resistere alle crisi. “Una più bilanciata distribuzione delle riserve aiuterà a spalmare il rischio e a essere più efficaci in situazioni difficili” ha dichiarato la Banca.
Lo spostamento è iniziato a marzo e si è concluso ad agosto e ha riguardato 86 tonnellate, su 313 conservate tra Stati Uniti e Canada, per un valore di 10 miliardi di euro. Secondo Bloomberg, 59 tonnellate sono state cedute a New York per essere ricomprate sul mercato di Londra, 27 tonnellate invece sono state spostate fisicamente. La Bank of England di Londra è infatti il maggiore centro mondiale per l’oro fisico e il posto dove il metallo può essere disponibile più facilmente e velocemente. “Ci aspettiamo di non dover mai usare le nostre riserve ma abbiamo bisogno di rafforzare la nostra resistenza” ha sottolineato il presidente della Banca olandese Olaf Sleijpen.
Alla fine del 2025 le riserve della Dnb ammontavano complessivamente a 612, 4 tonnellate per un valore di 72,2 miliardi di euro. Già nel 2014 la Banca aveva ridotto la quota d’oro detenuta negli Stati Uniti. I depositi infatti sono un’eredità della seconda guerra mondiale e degli accordi di Bretton Woods che avevano indotto molti istituti a spostare un’alta percentuale delle loro riserve negli Stati Uniti. Una situazione che ora è del tutto cambiata: qualche mese fa anche la Banca centrale francese aveva venduto le riserve di lingotti negli Usa per sostituirle con altre a Parigi.
Ma non solo: secondo il Financial Times anche in Italia e in Germania ci sono state richieste per spostare l’oro fuori da New York lo scorso anno. “La nostra raccomandazione è riportare a casa l’oro tedesco e italiano per garantire che le banche centrali europee abbiano un controllo illimitato su di esso in qualsiasi momento” aveva detto la Taxpayers Association of Europe. Germania e Italia infatti detengono la seconda e la terza riserva aurea nazionale più grande al mondo dopo gli Stati Uniti ed entrambe fanno molto affidamento sulla Fed di New York come depositaria.
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