Il Papa: 'Tutelare i migranti minori, vivono sofferenze indicibili'
Domenica 27 settembre ricorre la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Lo ha ricordato il Papa al termine dell'udienza generale aggiungendo: "Il mio pensiero va ai migranti, ai rifugiati, specialmente ai minori costretti ad abbandonare la propria terra. I bambini e gli adolescenti sono i più vulnerabili. Spesso vivono sofferenze indicibili, violenze, torture, sfruttamento, condizioni traumatiche, e non di raro perdono la vita lungo le rotte migratorie. Faccio un appello alla responsabilità di tutti.
Ognuno si senta coinvolto nella vita di questi ragazzi, che vanno sempre tutelati e assistiti".
Per diventare autentico progresso umano, cioè di tutto l'uomo e di tutti gli uomini, il progresso tecnico e scientifico dev'essere animato e orientato dalla carità. Solo così potrà essere posto sempre a difesa della dignità dell'uomo e promuovere le condizioni di vita di tutti, specialmente dei più svantaggiati".
Non c'è contrapposizione tra umanità e Dio. Lo ha sottolineato il Papa nella catechesi dell'udienza generale. "L'umanità - e con essa il lavoro, il progresso e l'autonomia delle realtà create - non viene assorbita o annullata dall'incontro con Dio, bensì assunta nella sua interezza, continuando ad essere, in Cristo, libera e operosa: infatti, è in Lui che essa trova piena verità e libertà", ha detto Leone XIV. "Da questa prospettiva sorge una verità importante: per incontrare Dio, l'essere umano non deve abbandonare le occupazioni terrene, ma può vivere pienamente la propria vocazione svolgendo bene il lavoro quotidiano e santificandolo. I cristiani - ha concluso il Pontefice - sono coinvolti come tutti nell'edificazione della città degli uomini, puntando al fine di tutte le cose e all'incontro con Dio, e ricordando questo fine ultimo a coloro con cui condividono l'avventura del progresso, della scienza e della vita".
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