“C’è un incattivimento nei giovani, la violenza è diventata un videogioco senza conseguenze. Manca l’educazione affettiva”: il cast del liceo militare “Minerva” tra disciplina e paura (e un tocco di mistero)
“Minerva – La Scuola”, teen drama di Ivan Silvestrini targato Netflix con produzione Picomedia, porta lo spettatore dentro un liceo militare di Napoli, tra sveglia all’alba, divise obbligatorie, cellulari vietati e materie insolite come tattica militare e scherma. Al centro della trama tre allievi, Salvo, Vincenzo e Camilla, le cui storie personali si intrecciano con le tensioni del corpo docente e degli ufficiali dell’istituto.
Abbiamo incontrato i tre protagonisti Ciro Minopoli, Biagio Venditti e Margherita Buoncristiani. Nel cast anche Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi, Irene Maiorino, Raiz e Luigi Bruno.
Per affrontare le prove fisiche della serie vi siete allenati, oppure essendo fiction avete fatto il minimo indispensabile? Le cose che si vedono sono vere?
Ciro: Sì, io ho iniziato questo set facendo lezioni di arrampicata, per fare la scena in cui mi arrampico sulla torretta. Poi abbiamo fatto lezioni di scherma. Comunque abbiamo fatto questi corsi, un po’ di scherma, un po’ di arrampicata, e anche una preparazione sugli usi e costumi dell’Accademia. La cosa che mi faceva impazzire è che per Ivan, il regista, tutte le scene fisiche erano “scene reality”: non si sapeva come sarebbero andate al di là della sceneggiatura, chi ce l’avrebbe fatta e chi no, si girava quello che usciva.
Biagio: Il mio personaggio non è tagliato per la prestazione fisica, quindi io in realtà non ho fatto allenamenti come quelli di arrampicata. Per me è stata una cosa buttata lì, principalmente il circuito, è stata la prova fisica peggiore, o comunque la più vera e la più spinta.
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