Temporale a Lipari, esondati torrenti, fango in strade e case allagate
I sindaci dei Comuni di Anzio e Nettuno, sul litorale a sud di Roma, chiederanno alla Regione Lazio la dichiarazione dello stato di calamità dopo il nubifragio di ieri mattina che, con strade come fiumi, ha provocato allagamenti, specie ai piani bassi di molte case.
Hanno anche richiesto alla Protezione Civile regionale il supporto di uomini e mezzi per far fronte all'emergenza creatasi in questi giorni. Lo hanno annunciato i sindaci, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini.
Va considerato che nelle ultime 24 ore sono caduti 80 millimetri di pioggia, oltre un decimo di quella che cade sul territorio dei due Comuni in un anno e, pertanto, tale evento è da considerarsi assolutamente straordinario.
"Ricevuta l'allerta arancione abbiamo provveduto a chiudere le scuole, come previsto dalla legge, e attivare i centri operativi comunali che sono lo strumento operativo in casi del genere - hanno detto ieri i sindaci - L'allerta si è rivelata provvidenziale, alla luce di quello che poi è accaduto".
Sia Lo Fazio, sia Burrini hanno ricordato che "tutte le unità disponibili sono al lavoro, ringraziamo il personale e i volontari, la sala operativa della protezione civile regionale e la prefettura con i quali c'è stato e c'è un confronto continuo". Proprio grazie a questo è stato deciso di non aprire il Centro operativo misto, considerato che dalla sala operativa è stato reso noto che la situazione meteo è in miglioramento.
La stessa ha garantito, su richiesta dei Comuni, l'invio di squadre straordinarie e mezzi idrovori per la pulizia delle strade. Precisato che "sono state attivate immediatamente tutte le misure" e che "la situazione non deriva dall'inadempienza, dalla carenza o da mancanza di pulizia ma dall'alluvione che ha colpito Anzio e Nettuno". Entrambi i sindaci hanno disposto controlli in tutte le scuole per fare in modo che lunedì gli istituti possano riaprire in sicurezza.
Trombe marine nel Trapanese, undici famiglie sfollate
Undici famiglie senza rimaste senza casa per il passaggio, ieri, di due trombe marine nel Trapanese. Sono tre, per un totale di sette persone, quelle che la notte scorsa non hanno potuto dormire nelle loro case perché inagibili o distrutte a Marsala. Il dato è stato confermato dal Comune che ha dato ospitalità in una struttura alberghiera a una famiglia composta da tre persone, mentre le altre due sono state ospitate da amici e parenti. A Petrosino, dove la tromba marina ha fatto notevoli danni, sono otto le famiglie sfollate: quattro sono ospiti dal Comune in un hotel della zona, così come confermato dal sindaco Giacomo Anastasi. Altre quatto, invece, sono ospiti di parenti.
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