Prima di “Jolene” c’era “Zia Dolly”: come “Hannah Montana” e Miley Cyrus hanno portato Dolly Parton nell’immaginario di una nuova generazione
C’è stato un momento, negli anni Duemila, in cui Dolly Parton è entrata nelle case di milioni di ragazzi senza che molti di loro sapessero davvero chi fosse. Succedeva su Disney Channel, dentro Hannah Montana, la serie che aveva trasformato una giovanissima Miley Cyrus in una delle popstar più riconoscibili della sua generazione. La cantante compariva nei panni di “Zia Dolly”, la madrina del personaggio interpretato dalla Cyrus: una presenza familiare, ironica, affettuosa, quasi fuori dal tempo. Non era la leggenda del country, non era ancora, per quel pubblico, la donna di “Jolene” o l’autrice di “I Will Always Love You”. Era semplicemente la zia di Miley.
Ed è proprio qui che la storia diventa interessante. Perché quella parentela non era soltanto televisiva: Dolly Parton era davvero la madrina di Miley Cyrus. Il loro rapporto esisteva da molto prima che Hannah Montana arrivasse sugli schermi e, quando Miley è diventata il volto del telefilm, la realtà è entrata naturalmente nella serie. Dolly non era una celebrità chiamata a fare una comparsata in una serie per ragazzi: era davvero una figura familiare per la protagonista. La televisione, in questo caso, si limitava a raccontare qualcosa che esisteva già nella vita reale.
È anche per questo che oggi, dopo la sua morte, Hannah Montana è un punto di partenza tutt’altro che casuale per ricordarla. Perché racconta qualcosa che va oltre la sua carriera musicale: la capacità di Dolly Parton di attraversare epoche, linguaggi e generazioni senza smettere mai di essere se stessa. Era già una leggenda quando è entrata nel mondo di Disney Channel, ma lì è diventata familiare anche a chi non aveva ancora imparato a definirla tale.
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