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Wednesday, September 16, 2026

Valditara insiste, nuova circolare su compiti a casa e interrogazioni

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 Basta compiti assegnati alle 20 la sera attraverso il registro elettronico: il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, torna sull'abitudine di caricare i ragazzi di lezioni per casa all'ultimo minuto e dopo la circolare già inviata lo scorso anno scolastico, ne promette un'altra, più stringente, sulle modalità di assegnazione dei compiti. "Ho mandato una circolare ma ne rimanderemo un'altra più stringente, in cui ribadirò che non si possono assegnare i compiti alle 20 di sera per la mattina dopo, i compiti devono essere assegnati e scritti sul diario cartaceo", spiega. "Le circolari vanno rispettate", risponde poi, a chi gli fa notare che nonostante le indicazioni dello scorso anno, l'abitudine di alcuni docenti non è cambiata. Il titolare del dicastero di viale Trastevere invita anche i docenti a non concentrare le verifiche e le interrogazioni nello stesso giorno: "è evidente che la preparazione non sarà affrontata con la serietà e la tranquillità necessarie", osserva. Era stato il professor Maurizio Parodi, ex dirigente scolastico e fondatore del movimento "Basta compiti!", ad aver scritto una lettera aperta al ministro Valditara per chiedere regole scritte contro l'assegnazione di compiti a casa dell'ultimo minuto. Parodi, pedagogista, è anche autore di un libro di alcuni anni fa 'Basta compiti! Non è così che si impara' in cui spiega che compito principale della scuola non è 'punire' gli studenti oberandoli di lavoro anche fuori dalle aule, bensì insegnare il giusto metodo di studio per imparare con profitto e far emergere la personalità di ciascuno. Intanto, sempre nel mondo della scuola, una polemica si è aperta tra la Flc Cgil e gli altri principali sindacati di categoria sull'assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico. Per la Flc Cgil "una parte consistente dei fondi della polizza sanitaria per il personale scolastico e ministeriale deriva da tagli al fondo di funzionamento scolastico". Cisl, Snals Gilda e Anief invece contrastano questa versione, sostenendo anzi che è in atto una campagna di disinformazione, "sostenuta da argomentazioni del tutto strumentali e prive di reale fondamento, volta a screditare ciò che alcune organizzazioni sindacali, in analogia a quanto avviene da tempo in diversi settori del lavoro pubblico e privato, hanno ottenuto in sede negoziale anche per il personale scolastico".

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