Di Battista ad Accordi & Disaccordi: “Se i progressisti continuano così, le elezioni possono pure non farle”
Rieccolo, in camicia bianca e completo nero. Netto, come sempre: “Se continuano di questo passo quelli del campo largo possono anche non presentarsi alle Politiche”. E ancora: “Le parole di Elly Schlein sull’Ucraina sono avvilenti”. Picchia forte Alessandro Di Battista, nell’intervento ad Accordi&Disaccordi, in onda questa sera sul Nove. Riappare in uno studio televisivo dopo mesi assieme al professore Alessandro Orsini, per rispondere alle domande di Luca Sommi. E ovviamente parla volentieri di Cuba, “che sta subendo il peggiore momento di pressione della sua storia per l’embargo degli americani”, ma dove gli hanno “salvato la vita”, come ripete rievocando i giorni del malore e del successivo intervento subito in un ospedale cubano. E della guerra in Ucraina: “Serve un compromesso, ascoltando anche le ragioni di Putin”.
Parla in scioltezza, come se non gli fosse accaduto nulla. Eppure lo ribadisce lui: “Sono malato”. Guarda in faccia quel tumore che è un nemico inaspettato, ma che è convinto di poter battere. Ma nel frattempo Di Battista ragiona anche di politica italiana, quindi anche di quel centrosinistra che non gli piace per nulla. “I progressisti parlano raramente di temi, mentre il Movimento non faceva che martellare sulle idee di Gianroberto Casaleggio, dal reddito di cittadinanza all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti”. E’ severo con i Cinque Stelle, ma ancora di più con Schlein: “E’ avvilente sentirla parlare dopo anni di pace giusta. Sento che ora invoca un inviato dell’Europa per la trattativa: e allora faccia un nome”. Decisamente il campo largo non lo convince: “Per me Giorgia Meloni resta favorita nelle prossime elezioni”. Ma naturalmente c’è tempo anche per parlare del genocidio a Gaza, forse la sua principale battaglia politica: “L’Italia è succube di Israele, e l’Europa è rimasta inerte. Non ho difficoltà a definirmi profondamente anti-sionista”. Sipario. Di Battista c’è, per farsi sentire.
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