Oggi è il giorno delle proteste: oltre 150 perquisizioni d’urgenza, partite da una chat “sospetta”. Le città blindate e i raduni a sorpresa
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Le perquisizioni domiciliari d’urgenza, scattate a poche ore da una manifestazione che rischia di riportare tensione e scontri in piazza a Milano, riguardano in particolare universitari, ma anche liceali e giovanissimi. Da quanto si apprende i controlli sono nati da una chat Whatsapp, recuperata nel cellulare di una persona indagata per la guerriglia urbana dello scorso fine settimana, con alcuni messaggi ritenuti minacciosi o per presunte indicazioni organizzative riguardanti il corteo di oggi.
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Oltre 150 perquisizioni della polizia a Milano e in Lombardia
Oltre 150 perquisizioni della polizia tra Milano, Monza ed in altre 20 città, principalmente in Lombardia, nell’ambito di attività investigative dopo i disordini del fine settimana scorso.
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Oggi è il giorno delle proteste
Siamo dunque arrivati al D-day, il sabato in cui forse si capirà se la rivolta contro il carovita farà un salto di qualità anche in Italia. Oppure, dopo gli scontri e le devastazioni di una settimana fa a Milano (soprattutto), Torino e Bologna, tutto – almeno nella modalità più violenta – si ridimensionerà.
Nei giorni scorsi la “chiamata alle armi” social ha coinvolto circa 30 città. In elenco ci sono, da Nord a Sud, le principali metropoli. Ieri gli organizzatori hanno giocato una mossa a sorpresa, che in parte ha spiazzato gli investigatori: i ritrovi prestabiliti nei giorni scorsi (Duomo a Milano, Circo Massimo a Roma, Piazza Nettuno a Bologna) sono stati annullati. Gli appuntamenti definitivi, spiega un post giunto nel primo pomeriggio, saranno annunciati a ridosso: i “concentramenti” alle 14:30 e le piazze finali alle 15:30.
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