The Daily Newsstand · Free, Always
Thursday, October 1, 2026

Schlein riunisce la segreteria del Pd. 'Il programma si scrive anche insieme ai centristi'

Translate

Se il Pd discute al suo interno, il M5s scalpita. Ma, per ora, ambo i lati la strada delle primarie sembra tracciata. La leader dei democratici riunisce nel pomeriggio la segreteria, una riunione fiume subito precedente alla direzione di venerdì, che potrebbe diventare bollente. Sul tavolo non c'è solo il tema della leadership, ma anche quella del programma di coalizione e del perimetro delle alleanze, con Schlein sempre più determinata ad unire ed allargare. In quest'ottica la triade Pd-M5s-Avs - come suggeriscono da tempo i riformisti - a molti non sembra sufficiente ad affrontare la sfida con Giorgia Meloni: occorre integrare la quarta gamba centrista e solo a quel punto aprire il tavolo. Dunque, la linea che emerge è chiara: "il programma lo scriviamo con tutti" anche con le "forze moderate e centriste" e "non si parte da zero".

   "Se saranno primarie siamo pronti e pronti a vincerle", il messaggio che trapela. D'altronde le primarie sono un'invenzione del Pd" e la segretaria è stata eletta in questo modo, sottolineano i suoi fedelissimi, alla vigilia dell'incontro al Nazareno. Di conseguenza, di un federatore terzo non c'è alcun bisogno. Nè di quello, né di competitor interni - è il sottinteso - dopo che è circolata l'ipotesi di Giorgio Gori come possibile sfidante interno in un doppio turno di consultazione.
    Eppure alla direzione di venerdì il fatto che l'opposizione metta sul piatto proprio il nome di Gori non è da escludere: all'indomani della segreteria, è prevista una riunione dei riformisti per mettere a punto la strategia. Un punto di caduta - tutto da verificare - potrebbe essere la creazione di una cabina di regia sul programma e sulle candidature. Altro tema in ballo: la scadenza del mandato di Schlein che finirà a metà marzo e per cui dovrebbe essere chiesta una proroga nell'ottica del voto delle politiche.

   Mentre i dem ragionano al loro interno, Giuseppe Conte, forte della consultazione della base con Nova, continua a battere sui suoi temi: sull'Ucraina "con le armi abbiamo già dato, ora serve una svolta negoziale". E non risparmia stoccate: "Non sono il modello politico di Renzi? La cosa mi gratifica. Il Pd ora ha delle riunioni poi ci confronteremo, noi siamo pronti". Il suo capogruppo alla Camera, Riccardo Ricciardi è ancora più diretto: "Penso che una analisi interna al centrosinistra sia urgentissima - sprona -, anche perché se la prossima settimana o già da domani il governo Meloni dovesse subire uno scherzo in aula dalla sua maggioranza sulla legge elettorale, la situazione precipiterebbe. Avevamo annunciato a marzo che a settembre avremmo avuto un programma da mettere a disposizione...".

   Renzi fa un ragionamento concreto e parla di voti reali: "C'è gente che ha votato Meloni o Forza Italia che non è più contenta perché vede risultati non all'altezza. Questi non voteranno mai per Avs o per la sinistra del Pd. Allora se noi diamo" loro "una casa riformista allora forse riusciremo a vincere. Se rimane il campo larghissimo a sinistra, ri-perdono e la Meloni va al Quirinale". 
   

View the original on ANSA →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.