Ricattato dopo le foto private: 19enne denuncia una trappola online, indaga la Procura di Lecce
La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’indagine su un presunto ricatto ai danni di un ragazzo salentino di 19 anni. Le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sono quelle di estorsione e stalking. L’indagine è coordinata dalla pm Erika Tarquini ed è partita dalla denuncia presentata dal giovane. Secondo quanto riferito agli investigatori, il 19enne lo scorso agosto sarebbe stato contattato su TikTok da una persona che si sarebbe presentata come una giovane donna originaria dell’Ohio e residente a Perugia. Dopo i primi contatti sulla piattaforma social, la conversazione si sarebbe spostata su Telegram.
A quel punto, la sedicente donna avrebbe chiesto al ragazzo di inviare alcune immagini a contenuto esplicito. Il giovane avrebbe accettato, salvo poi chiedere a sua volta di ricevere fotografie della presunta interlocutrice. La risposta, però, sarebbe stata diversa da quella attesa. È scattata quello che viene definita sextortion. Al posto delle immagini della donna, il 19enne avrebbe ricevuto un collage realizzato utilizzando le fotografie che aveva precedentemente inviato. Insieme alle immagini sarebbe arrivata anche una richiesta di denaro: 500 euro per evitare che il materiale venisse diffuso online.
Il ragazzo avrebbe deciso di non pagare. Da quel momento, secondo la denuncia, sarebbero proseguite le minacce, fino a spingere il giovane a rivolgersi alle autorità. Sul caso stanno indagando gli investigatori della Polizia Postale, che stanno cercando di ricostruire l’identità della persona con cui il 19enne aveva avviato la conversazione. Tra le ipotesi investigative c’è anche quella che dietro il profilo della presunta giovane donna possa nascondersi un uomo. Gli accertamenti dovranno ora chiarire chi abbia gestito i profili utilizzati per contattare il ragazzo e verificare la dinamica dei fatti denunciati.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.