Gli studenti sfidano Vucic, la Serbia e le elezioni dall'esito più incerto degli ultimi 14 anni

La Serbia si prepara a quelle che, domani, potrebbero essere le elezioni più incerte e ad alto rischio degli ultimi 14 anni, con il Partito progressista serbo (Sns), al governo, che si trova ad affrontare la sfida emersa da due anni di proteste del movimento studentesco. Dal 2012, Aleksandar Vucic e il suo Sns – movimento populista di destra – hanno dominato il panorama politico ed elettorale. Questa volta, tuttavia, l'esito delle elezioni è molto meno prevedibile, affermano gli analisti politici, poiché il movimento studentesco ha ridisegnato il panorama dell'opposizione e mobilitato sostenitori ben oltre i partiti tradizionali.
“Queste sono le prime elezioni da molto tempo il cui esito è completamente incerto” ha dichiarato Nebojsa Vladisavljevic, professore alla Facoltà di Scienze Politiche di Belgrado, alla testata Birn. Nella loro campagna elettorale gli studenti si sono scontrati con un possente apparato, sostenuto da decine di organi di informazione filogovernativi, tra cui tabloid che prendono regolarmente di mira gli oppositori.
elezioni in Serbia, 24 ottobre 2026 (Afp)
Due anni fa, l'inizio di tutto: il crollo della pensilina alla stazione di Novi Sad
Il movimento è nato in seguito alla morte di 16 persone, causata dal crollo di una pensilina in cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, che era stata appena ristrutturata, nel novembre 2024. La tragedia ha dato il via ad alcune delle più imponenti manifestazioni nel Paese dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000, trasformandosi in una sfida politica contro l'allora presidente Vucic e l'Sns.
La maggior parte dei 250 candidati della Lista Studentesca non ha mai ricoperto cariche pubbliche. Molti provengono dal mondo accademico o da ambiti professionali, anziché dalla politica di partito. Il movimento è sostanzialmente privo di un leader unico: i candidati vengono selezionati attraverso votazioni che si tengono nelle assemblee delle diverse facoltà universitarie. Vucic, al contrario, ha concentrato il potere nelle proprie mani, costruendosi l'immagine di uno statista indispensabile e muovendosi con estrema cautela sul piano diplomatico, in equilibrio tra l'Unione europea e la Russia. Dimessosi a settembre per candidarsi alla carica di primo ministro, Vucic ha più volte definito il movimento un tentativo di colpo di Stato sostenuto dall'estero, accusa ripresa ampiamente dai media che lo sostengono.
L'esito incerto anche a causa dell'assenza di sondaggi attendibili
Radomir Saicic, candidato della Lista, ha affermato che il movimento offre un'alternativa ai “giochi politici” del passato. “Si tratta di un'ondata di malcontento popolare, speranza e fiducia nella vittoria che non può essere fermata” ha dichiarato Saicic, docente di chimica.
In Serbia non vengono effettuati sondaggi che possano ritenersi indipendenti e attendibili, e le rilevazioni hanno prodotto risultati estremamente divergenti. Il think tank di orientamento conservatore Nspm ha pubblicato questa settimana un sondaggio che vede la Lista degli studenti in vantaggio sul Sns, con il 44,5% contro il 42,7%. Al contrario, un sondaggio di settembre condotto da Faktor Plus - considerato vicino alle autorità - attribuiva all'Sns il 48,6% dei consensi, contro il 37,1% degli studenti.
Gli esperti: il loro successo deriva dal posizionamento al centro, andranno oltre il 40%
Il politologo Dusan Vucicevic prevede comunque che gli studenti otterranno oltre il 40% dei voti: un risultato nettamente superiore a quello ottenuto in passato dalla maggior parte dei gruppi di opposizione. Secondo l'esperto, il loro successo deriva dal posizionamento al centro dello spettro politico, evitando in gran parte questioni di politica estera potenzialmente divisive, come i rapporti con la Russia. Il movimento ha promesso misure che spaziano dal miglioramento dell'assistenza sanitaria a soluzioni abitative più accessibili, ma il suo tema centrale resta la lotta alla corruzione.
Saicic ha riferito che studenti ed esperti hanno redatto un programma di governo di 1.200 pagine, che tuttavia non è ancora stato pubblicato. I detrattori hanno sollevato dubbi sulla contrarietà del movimento alle sanzioni contro la Russia, mentre la sua posizione riguardo alla candidatura della Serbia all'Ue non è stata ancora chiarita del tutto. Vucicevic ha avvertito che, anche in caso di vittoria elettorale, gli studenti si troverebbero di fronte a sfide enormi. “Avranno certamente molto lavoro da fare per trasformare la Serbia in uno Stato ben governato e democratico” ha affermato.
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